Ultimo aggiornamento il 17 Luglio 2024 by Francesca Monti
Nel cuore della città di Bari, il giudice Vittorio Rinaldi ha emesso una sentenza pesante nei confronti di Giuseppe Ambriola, un uomo di 35 anni di Trigianello, condannandolo a 16 anni e due mesi di reclusione per un atto di violenza estrema.
Il terribile crimine
La sentenza è il risultato di un tragico evento avvenuto all’alba del 2 novembre, quando Ambriola ha scagliato oltre 30 coltellate contro la sua ex compagna, Dory Colavitto, in un gesto raccapricciante che ha scosso l’intera comunità.
Accuse pesanti
L’imputato è stato giudicato colpevole di omicidio aggravato da premeditazione e crudeltà, oltre che per aver commesso l’atto come parte di un percorso di stalking nei confronti della vittima, lasciando dietro di sé una scia di terrore e dolore.
La sentenza
Nonostante la richiesta della procura di una condanna a 14 anni di reclusione, il giudice ha deciso di applicare una pena più severa, tenendo conto della gravità dell’atto commesso da Ambriola.
Presenza in aula
Durante la lettura della sentenza, la vittima, assistita dall’avvocato Maria La Ghezza, era presente in aula, testimone diretta degli eventi che hanno portato alla condanna dell’ex compagno.
Provvisionali e risarcimenti
Oltre alla condanna, il giudice ha stabilito che Ambriola dovrà versare una provvisionale di 150mila euro a favore di Dory Colavitto e 50mila euro alla madre della donna, Giustina Fanelli, rappresentata legalmente dall’avvocato Francesco Guidone.
In questo clima di dolore e giustizia, la comunità locale cerca di trovare conforto nella speranza che simili atti di violenza possano essere prevenuti e contrastati con determinazione e tempestività.
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