Ultimo aggiornamento il 2 Agosto 2024 by Giordana Bellante
A Roma, la crescente frequenza degli incendi ha sollevato preoccupazioni significative, costringendo il Campidoglio a rispondere con effettive contromisure. Recenti roghi hanno devastato aree come Ponte Mammolo, Monte Mario, Magliana, Ponte di Nona e Prenestino, segnalando un’emergenza che non può essere trascurata. Le autorità civili stanno lavorando per migliorare la sorveglianza e il monitoraggio delle aree a rischio, implementando strategie concrete per limitare i danni.
La task force nei parchi
Formazione e obiettivi
Giovedì 1 agosto, il Centro Operativo Comunale della protezione civile di Roma Capitale ha svolto un incontro cruciale per valutare le misure necessarie per il contenimento del rischio incendi. Durante la riunione, è emersa la proposta di istituire una task force dedicata ai parchi, composta da agenti della polizia locale, rappresentanti di ARPA , Roma Natura e membri della protezione civile. Questo team avrà come obiettivo primario l’intensificazione dell’applicazione dell’ordinanza 59, che prevede controlli più rigorosi sui fondi privati, per assicurarsi che siano liberi da rifiuti e conformi alle normative vigenti.
Esecuzione dell’ordinanza
L’ordinanza 59, in vigore per prevenire gli incendi, richiede ai proprietari di terreni di mantenere le proprie aree pulite e prive di materiali infiammabili. Se le misure di controllo non vengono rispettate, potrebbero scattare sanzioni. La task force mira a garantire che l’ordinanza venga applicata in modo efficace, concentrandosi in particolare sulle aree più vulnerabili della città, dove il rischio incendi è più elevato. Attraverso un monitoraggio costante, le autorità intendono prevenire inneschi accidentali e affrontare tempestivamente le situazioni potenzialmente pericolose.
La mappatura delle baraccopoli
Raccolta dati e rischio incendi
Nel corso di un recente comitato di pubblica sicurezza, il prefetto Lamberto Giannini ha sollecitato i presidenti dei municipi a condurre una mappatura dettagliata delle aree con discariche abusive e insediamenti non autorizzati. Gli amministratori locali hanno la responsabilità di identificare le zone più critiche e sviluppare un piano operativo che possa ridurre i rischi associati a questi fenomeni. Questa mappatura è essenziale per gestire le emergenze legate agli incendi, sia per definire priorità di intervento sia per pianificare strategie efficaci di risanamento.
Questioni abitative da affrontare
Oltre alla mappatura delle discariche abusive, il comitato ha anche discusso l’importanza di affrontare la questione abitativa. La creazione di soluzioni per le persone che risiedono in baraccopoli abusive è una sfida che non può essere ignorata. È fondamentale trovare alternative per coloro che vivono in condizioni precarie, migliorando così la loro situazione e contribuendo a ridurre il rischio incendi spesso associato a queste aree.
La qualità dell’aria a Roma dopo gli incendi
Analisi degli incendi recenti
Le autorità sanitarie e ambientali hanno esaminato gli effetti degli incendi che hanno colpito Ponte Mammolo e Monte Mario. Per quanto riguarda l’incendio di Ponte Mammolo, la ASL ha confermato l’efficacia delle misure di previsione adottate nell’ordinanza sindacale, ritenendo non necessarie ulteriori prescrizioni. Tuttavia, l’incendio di Monte Mario ha presentato complicazioni, in quanto le fiamme hanno interessato aree boschive.
Monitoraggio della salute pubblica
Attualmente, le operazioni di spegnimento continuano, con la partecipazione attiva del personale di protezione civile. In risposta ai timori per la qualità dell’aria, ARPA ha previsto il posizionamento di un campionatore ambientale, mentre la ASL Roma 1 attendono i risultati dei campionamenti per determinare eventuali interventi aggiuntivi per tutelare la salute dei cittadini. La raccolta di dati accurati sarà fondamentale per garantire una risposta tempestiva e adeguata.
Le indagini per il rogo di Ponte Mammolo
Investigazioni avviate
Le autorità competenti hanno intrapreso un’indagine formale sul rogo di Ponte Mammolo, avendo aperto un fascicolo presso la procura. Durante il comitato per l’ordine e la sicurezza, è emersa la possibilità di una motivazione dolosa per l’incendio, che ha avuto origine da un’area adiacente a un territorio già colpito da un incendio in passato. Durante l’incendio, sono stati coinvolti diversi materiali, tra cui rottami di auto, contribuendo al rilascio di sostanze tossiche nell’atmosfera.
Misure normative e responsabilità
Il sindaco Gualtieri ha emesso un’ordinanza che impone alla Nik Immobiliare di smaltire i rifiuti nell’area, pena l’intervento d’ufficio del dipartimento capitolino competente. Nonostante le misure previste, l’incendio ha dimostrato la fragilità del sistema di gestione dei rifiuti nella zona. Inoltre, è emerso che la presenza di discariche abusive non era mai stata segnalata come critica dai guardiaparco regionali.
Le indagini per l’incendio a Monte Mario
Inchiesta in corso
Parallelamente, la procura di Roma sta conducendo un’inchiesta riguardante l’incendio di Monte Mario. Il procuratore capo ha organizzato un sopralluogo nella zona colpita, dove sono stati evacuati in via precauzionale alcuni residenti a causa della gravità della situazione. La rapidità di diffusione delle fiamme e l’estensione dell’area interessata sono elementi che suscitano preoccupazione.
Possibilità di dolo
Attualmente, le cause sono ancora in fase di accertamento e non si esclude la mano dolosa. I pubblici ministeri attendono il rapporto preliminare dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine per formulare una valutazione accurata. Le prime segnalazioni indicano che potrebbero esserci stati almeno tre focolai distinti, suggerendo un’azione deliberata da parte di ignoti. La situazione rimane sotto attenta osservazione da parte delle autorità, mentre si proseguono le indagini per garantire la sicurezza pubblica.