Esigenza cautelare insussistente per Alfonsino Pisicchio, ex assessore della Regione Puglia: la difesa chiede la revoca della misura cautelare

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Esigenza cautelare insussistente per Alfonsino Pisicchio, ex assessore della Regione Puglia: la difesa chiede la revoca della misura cautelare - Occhioche.it

Ultimo aggiornamento il 29 Aprile 2024 by Francesca Monti

Introduzione: ‘ex assessore della Regione Puglia, Alfonsino Pisicchio, è stato arrestato per corruzione e turbata libertà degli incanti in relazione alla gara d’appalto da 5,5 milioni per la gestione della riscossione dei tributi del Comune di Bari. Il suo difensore, Salvatore ‘Alusio, ha chiesto la revoca della misura cautelare, sostenendo che non vi è più l’esigenza cautelare perché i fatti risalgono ad oltre quattro anni fa e perché Pisicchio non ha più incarichi nella pubblica amministrazione. La decisione del Tribunale del Riesame di Bari è attesa entro il 3 maggio.

La difesa di Alfonsino Pisicchio: l’esigenza cautelare è insussistente

fatti risalgono ad oltre quattro anni fa e Pisicchio non ha più incarichi nella pubblica amministrazione

Il difensore di Alfonsino Pisicchio, Salvatore ‘Alusio, ha sostenuto che non vi è più l’esigenza cautelare per il suo assistito, in quanto i fatti contestati risalgono ad oltre quattro anni fa e Pisicchio non ha più incarichi nella pubblica amministrazione da quando è stato esautorato dal governatore Michele Emiliano dal ruolo di commissario straordinario dell’Arti, l’Agenzia regionale per le tecnologie e l’innovazione.

Secondo il difensore, non vi è più il pericolo che Pisicchio possa reiterare reati simili a quelli che gli vengono contestati, così come ipotizzato dal gip Ilaria Casu nel provvedimento di arresti domiciliari notificato il 10 aprile scorso. La difesa ha quindi chiesto la revoca della misura cautelare per Pisicchio, che è stato arrestato per corruzione e turbata libertà degli incanti in relazione alla gara d’appalto da 5,5 milioni per la gestione della riscossione dei tributi del Comune di Bari.

Le accuse contro Alfonsino Pisicchio: corruzione e turbata libertà degli incanti

La gara d’appalto pilotata e le utilità ottenute da Pisicchio e suo fratello Enzo

Alfonsino Pisicchio è stato arrestato per corruzione e turbata libertà degli incanti in relazione alla gara d’appalto da 5,5 milioni per la gestione della riscossione dei tributi del Comune di Bari. Secondo l’accusa, la gara fu pilotata e in cambio Pisicchio e suo fratello Enzo ottennero varie utilità per l’opera di intermediazione svolta nel rapporto illecito tra l’imprenditore che si aggiudicò la gara, Giovanni Riefoli, ai domiciliari, e altri pubblici ufficiali indagati, a cominciare dall’allora dirigente comunale Francesco Catanese .

fatti risalgono al gennaio 2020. La gara – secondo l’accusa – fu pilotata e in cambio Pisicchio e suo fratello Enzo ottennero varie utilità per l’opera di intermediazione svolta nel rapporto illecito tra l’imprenditore che si aggiudicò la gara, Giovanni Riefoli, e altri pubblici ufficiali indagati. Pisicchio ha negato tutte le accuse, riferendo del regolare svolgimento della gara di appalto, così come ha detto Catanese in sede di interrogatorio.

La rimozione di Pisicchio dall’incarico e le accese polemiche politiche

La presunta fuga di notizie e i messaggi di Emiliano

La rimozione di Pisicchio dall’incarico ha scatenato accese polemiche politiche e un’inchiesta della Procura di Bari per violazione del segreto istruttorio. Soprattutto per i messaggi che l’ex assessore ha ricevuto la mattina del 10 aprile da Emiliano che lo invitava a dimettersi dopo aver appreso che l’indagine a suo carico aveva “ripreso slancio”. A questi messaggi, di cui ha parlato Pisicchio dinanzi al gip durante l’interrogatorio di garanzia, si sarebbe fatto cenno anche durante l’udienza di oggi.

Singolare è la tempistica della presunta fuga di notizie. ‘ordinanza del gip è stata depositata in cancelleria l’8 aprile , è pervenuta in Procura il 9 aprile ed eseguita la sera del 10, in orario assai inusuale, dopo i messaggi di Emiliano e le dimissioni di Pisicchio. La decisione del Tribunale del Riesame di Bari sulla revoca della misura cautelare per Pisicchio è attesa entro il 3 maggio.

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