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Addio a Roberto Herlitzka: il grande attore italiano scomparso a 86 anni

Roberto Herlitzka, uno dei volti più iconici del cinema e del teatro italiano, è morto all’età di 86 anni. Nato a Torino nel 1937, l’attore ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama culturale del nostro Paese. Con un’illustre carriera che ha spaziato tra teatro, cinema e televisione, Herlitzka verrà ricordato non solo per i suoi ruoli memorabili, ma anche per la sua dedizione all’arte e alla professione. Nella sua lunga vita artistica, ha collaborato con alcuni dei più prestigiosi registi italiani, rendendo ogni interpretazione unica e memorabile.

La vita e gli esordi di Roberto Herlitzka

Le origini e l’infanzia

Roberto Herlitzka è nato il 2 ottobre 1937 a Torino, in una famiglia dalle radici miste che influenzarono il suo percorso di vita e professionale. Suo padre, Bruno Herlitzka, era un ebreo cecoslovacco originario di Brno, mentre sua madre, Micaela Berruti, era una traduttrice di religione cattolica. La sua famiglia ha vissuto l’emigrazione e le difficoltà legate alle sue origini, ma Herlitzka ha sempre mantenuto un forte legame con il proprio cognome, considerandolo parte integrante della sua identità. Descrisse il cognome come un ponte verso le sue radici e la sua storia culturale.

Carriera teatrale e primo approccio al cinema

Herlitzka si è avvicinato al mondo dello spettacolo attraverso il teatro, dove ha acquisito una solida formazione e ha messo in mostra il suo straordinario talento. Negli anni ’70, fu notato dalla regista Lina Wertmüller, la quale lo scelse per il suo film “Film d’amore e d’anarchia“. Questo fruttuoso incontro segnò l’inizio di una carriera cinematografica che lo avrebbe visto protagonista in oltre sessanta lavori. Durante gli anni successivi, divenne un volto familiare degli sceneggiati televisivi di Rai, partecipando a produzioni che hanno segnato la storia della televisione italiana.

I ruoli iconici e le collaborazioni

Un attore versatile e prolifico

La carriera di Roberto Herlitzka è costellata di ruoli indimenticabili, da Aldo Moro nel film “Buongiorno, notte” di Marco Bellocchio, a personaggi comici in serie cult come “Boris“. Il suo lavoro in “Buongiorno, notte” gli valse numerosi riconoscimenti, tra cui un Nastro d’argento e un David di Donatello. Questa interpretazione lo rese un attore feticcio del regista Bellocchio, con cui collaborò anche in altri film di successo, come “Fai bei sogni” e “Sangue del mio sangue“.

Celebri collaborazioni con registi italiani

Roberto Herlitzka ha avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei registi più acclamati della cinematografia italiana, fra cui Paolo Sorrentino, Lina Wertmüller, Luigi Comencini e tanti altri. La sua versatilità gli ha permesso di passare da ruoli drammatici a quelli comici con grande facilità. Con Sorrentino, i film “La grande bellezza” e “Loro” hanno evidenziato il suo talento in contesti differenti, dimostrando la sua capacità di adattamento e il suo spirito creativo.

Il lascito culturale di Roberto Herlitzka

Riconoscimenti e premi

Nel corso della sua carriera, Roberto Herlitzka ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, simbolo di un’arte raffinata e di un impegno costante. Oltre al Nastro d’argento e al David di Donatello per “Buongiorno, notte“, nel 2013 gli è stato conferito un Nastro d’argento alla carriera, riconoscimento che ha celebrato non solo i suoi successi, ma anche la sua influenza duratura nel panorama culturale italiano. Al Bari International Film Festival ha ricevuto il Premio Vittorio Gassman come miglior attore protagonista per “Il rosso e il blu“, ulteriore testimonianza della sua grandissima capacità attoriale.

L’eredità artistica

Roberto Herlitzka ha saputo lasciare un’impronta indelebile nel cuore di quanti hanno avuto modo di vederlo esibirsi e di lavorare a fianco di lui. La sua figura rappresenta un canto d’amore per il teatro e il cinema italiani, un monito che ricorda quanto la passione e l’impegno possano generare arte di valore. Tra i suoi ultimi lavori si annoverano “Il bambino nascosto” di Roberto Andò e “Leonora addio“, presentato al Festival di Berlino. La sua morte segna la scomparsa di un pilastro della cultura italiana, la cui eredità continuerà a vivere nelle opere che ha lasciato.

Giordana Bellante

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