Un nuovo sportello sanitario è stato inaugurato presso i locali di Nonna Roma, nel cuore del Quarticciolo, con l’obiettivo di sostenere le fasce più fragili della popolazione, spesso costrette a rinunciare alle cure mediche. Il progetto prende il nome di Doc, acronimo di Dialogo, Orientamento e Cura, e punta a offrire un supporto concreto a chi è più esposto alle difficoltà socio-economiche e sanitarie.
Il nuovo presidio è frutto della collaborazione tra l’Università La Sapienza di Roma, il Campidoglio, il municipio V e l’associazione Nonna Roma. Rientra nel progetto “Alfabetizzare la salute: dove, come e quando mi curo”, promosso dall’Università La Sapienza attraverso il lavoro di due dottorande del dipartimento di Chirurgia, Immacolata Iannone e Cristina De Padua.
All’inaugurazione, avvenuta lunedì 18 novembre, hanno partecipato figure di rilievo come la rettrice Antonella Polimeni, il prorettore vicario Fabio Lucidi, l’assessora alla Scuola e Lavoro Claudia Pratelli, il presidente del municipio V Mauro Caliste e il presidente di Nonna Roma, Alberto Campailla.
L’obiettivo principale dello sportello Doc è quello di rendere il Sistema sanitario nazionale più accessibile alle persone vulnerabili, offrendo supporto e informazioni utili per navigare tra i servizi disponibili. Attraverso la somministrazione di questionari anamnestici, consulenze medico-chirurgiche e il supporto diretto, si cerca di garantire una presa in carico personalizzata nel percorso diagnostico-terapeutico.
Questo servizio è pensato per coloro che si trovano in situazioni di fragilità economica, linguistica e sociale, spesso escluse dal sistema sanitario tradizionale. La rettrice Polimeni ha sottolineato come il progetto rappresenti “un pezzo di università che esce dalle proprie mura e lavora sul territorio, offrendo un contributo concreto alla comunità”.
Il Quarticciolo, quartiere noto per le sue sfide legate a palazzi degradati e servizi insufficienti, accoglie così una nuova risorsa per i suoi abitanti. Lo sportello Doc non è solo un presidio sanitario, ma un punto di riferimento per costruire un rapporto di fiducia con le istituzioni e facilitare l’accesso alle cure.
Grazie al finanziamento e al supporto de La Sapienza, questa iniziativa punta a ridurre le disuguaglianze sanitarie, promuovendo una maggiore consapevolezza tra i cittadini e offrendo un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno.
Una nuova speranza per un quartiere che resiste e che, grazie a progetti come questo, prova a migliorare le condizioni di vita dei suoi abitanti.
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