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Alberto Sordi: Sospetti di spionaggio per l’URSS tra gli svizzeri negli anni ’60

Alberto Sordi, sospettato di spionaggio in Svizzera durante la Guerra Fredda

Negli anni ’60, l’attore italiano Alberto Sordi è stato coinvolto in una controversia in Svizzera, dove è stato erroneamente sospettato di essere una spia. Secondo i documenti recentemente scoperti dall’archivista svizzero Felice Zenoni, il governo svizzero temeva che Sordi potesse carpire segreti militari e minare la neutralità del paese durante la Guerra Fredda.

La vicenda ha avuto inizio quando Sordi ha cercato di acquistare un terreno nella località sciistica di Andermatt. Tuttavia, la vicinanza del terreno a basi e bunker militari ha sollevato preoccupazioni sul fatto che l’attore potesse rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale. In quel periodo, era comune sospettare di potenziali spie o informatori dell’Unione Sovietica.

Nonostante Sordi avesse ottenuto l’autorizzazione delle autorità locali per l’acquisto del terreno, il governo federale svizzero ha bloccato il progetto per “ragioni di Stato”. In documenti ritrovati da Zenoni, alti ufficiali militari si sono rivolti al Consiglio Federale per spiegare i loro timori sulla sicurezza. Nonostante Sordi abbia fatto ricorso legale, sostenendo che le installazioni militari erano visibili anche da migliaia di turisti lungo la strada, il suo appello è stato respinto e il suo sogno di una dimora vacanziera in Svizzera è svanito.

La scoperta dei documenti e la reazione di Felice Zenoni

I documenti che rivelano la vicenda di Alberto Sordi sono stati scoperti dall’archivista svizzero Felice Zenoni, che ha deciso di condividere la storia con il pubblico. Zenoni ha spiegato che in quel periodo ogni straniero era considerato una potenziale spia e che Sordi è stato trattato allo stesso modo. La storia è stata riportata anche dal telegiornale della RSI, la televisione svizzera italiana.

Zenoni ha sottolineato che la scoperta dei documenti è stata sorprendente e ha gettato nuova luce su un episodio poco conosciuto della vita di Sordi. Ha anche evidenziato come la paranoia della Guerra Fredda abbia influenzato le decisioni delle autorità svizzere, che hanno preferito essere prudenti piuttosto che rischiare la sicurezza nazionale.

Il ricordo di Alberto Sordi e la sua passione per la Svizzera

Nonostante l’episodio spiacevole in Svizzera, Alberto Sordi ha sempre avuto un legame speciale con il paese. Era un grande amante della natura e degli sport invernali, e spesso trascorreva le sue vacanze in Svizzera. La sua passione per il paese era così forte che ha anche interpretato il personaggio del Marchese Onofrio del Grillo, che pronunciava la celebre frase “Mi dispiace, ma io sò io e voi non siete un cazzo”.

Nonostante le difficoltà incontrate in Svizzera, Alberto Sordi è rimasto un’icona del cinema italiano e ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema. La sua carriera è stata caratterizzata da una straordinaria versatilità e da una capacità unica di rappresentare la società italiana con ironia e umorismo.

In conclusione, la vicenda di Alberto Sordi sospettato di spionaggio in Svizzera durante la Guerra Fredda è un episodio curioso e poco conosciuto della sua vita. I documenti recentemente scoperti offrono un nuovo spaccato sulla paranoia dell’epoca e sulla diffidenza verso gli stranieri. Nonostante le difficoltà incontrate, Sordi è rimasto un grande amante della Svizzera e ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del cinema.

Redazione

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