Aumento dei casi di vaiolo delle scimmie: l’OMS dichiara l’emergenza sanitaria globale - Occhioche.it
L’emergenza sanitaria globale per il vaiolo delle scimmie è stata proclamata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e solleva preoccupazioni significative a livello internazionale. Con oltre 15.600 casi e 537 decessi solo nella Repubblica Democratica del Congo, la situazione è critica e l’epidemia si sta espandendo in diverse nazioni africane. La scoperta della variante più contagiosa in Svezia ha ulteriormente intensificato i timori. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha avvertito che ci si aspetta un aumento dei casi importati nell’Unione Europea, ma rassicura che una trasmissione sostenuta rimane improbabile se verranno attuate misure di controllo appropriate. Scopriamo più dettagliatamente per cosa ci si deve preparare.
L’epidemia di vaiolo delle scimmie ha visto un incremento allarmante dei casi registrati nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo le ultime statistiche, nel 2023 sono stati riportati oltre 15.600 casi, con un numero di decessi che ha raggiunto quota 537. Questi dati superano quelli dell’intero anno precedente, segnalando una diffusione estremamente preoccupante. Inoltre, il virus si sta espandendo a un numero sempre crescente di Paesi africani. L’OMS ha quindi ritenuto necessario dichiarare l’emergenza sanitaria globale, sottolineando l’urgenza di un’azione collettiva per affrontare questa epidemia che minaccia la salute pubblica.
L’ECDC ha dichiarato che è “altamente probabile” che l’Unione Europea vedrà un incremento dei casi importati. Tuttavia, ha anche sottolineato che la possibilità di una trasmissione sostenuta in Europa rimane bassa, a condizione che i casi importati vengano diagnosticati rapidamente e che vengano attuate efficaci misure di controllo. Ciò implica un monitoraggio attento dei viaggiatori e una rapida identificazione dei casi, per prevenire la diffusione del virus nel continente.
In Italia, la situazione epidemiologica è attualmente definita “sotto controllo” secondo Mara Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute. Fino ad ora, non sono stati accertati casi del nuovo ceppo di vaiolo delle scimmie in Italia. Durante gli ultimi due mesi, il Ministero della Salute ha registrato nuove contagi: due in Friuli Venezia Giulia, uno in Lombardia e sei in Veneto. Dal primo caso accertato nel maggio 2022, sono stati confermati 1.056 contagi nel Paese, dei quali 262 collegati a viaggi all’estero.
La Lombardia si dimostra la regione più colpita, con 441 casi riportati, seguita dal Lazio e dall’Emilia Romagna . Come evidenziato dai dati, il prototipo di contagio ha visto prevalere le infezioni tra persone di sesso maschile, rappresentando 1.040 casi su 1.056. L’età mediana delle persone contagiati è di 37 anni, con un ampio range che varia tra i 14 e i 71 anni. È fondamentale mantenere alta la vigilanza per prevenire possibili focolai.
Il vaiolo delle scimmie si trasmette principalmente tramite contatto diretto con fluidi corporei, saliva e secrezioni respiratorie. Le modalità di contagio includono pratiche sessuali, contatto con oggetti e superfici non disinfettate utilizzate da persone infette, come biancheria e asciugamani. Le donne incinte possono inoltre trasmettere il virus al neonato, sia durante la gravidanza sia nel momento del parto. Un aspetto preoccupante emerso è che un ceppo più aggressivo, identificato come variante Clade I, ha mostrato una maggiore capacità di trasmissione interumana, compresa la trasmissione per via sessuale anche tra eterosessuali, oltre ai contatti non sessuali, come tra bambini.
Il virus del vaiolo delle scimmie, noto anche come Mpox, è stato identificato per la prima volta nel 1970. Sebbene storicamente adottato come patogeno di interesse prevalentemente in Africa centrale e occidentale, dall’inizio del 2022, l’emergere di un nuovo ceppo ha causato un aumento significativo dei contagi a livello globale. Questi cambiamenti nelle modalità di trasmissione e il carattere dei sintomi hanno portato le autorità sanitarie a considerare il vaiolo delle scimmie come una crescente minaccia per la salute pubblica mondiale.
I sintomi del vaiolo delle scimmie possono variare notevolmente: in alcune persone i sintomi possono essere lievi, mentre in altri può rendersi necessaria l’ospedalizzazione. Le persone più vulnerabili, come donne in gravidanza, bambini e persone immunodepresse, possono sviluppare forme più gravi della malattia. I sintomi si manifestano in genere tra i sei e i tredici giorni dopo l’infezione, ma possono arrivare fino a 21 giorni.
La malattia presenta un insieme di sintomi che iniziano con febbre, mal di testa, brividi, ed eruzione cutanea. Dopo circa tre giorni dall’insorgenza dei sintomi, l’eruzione cutanea può diffondersi rapidamente, sviluppandosi in vescicole piene di liquido. Queste possono interessare anche palmi e piante dei piedi.
I sintomi del vaiolo delle scimmie generalmente perdurano da due a tre settimane e, in assenza di complicanze, tendono a risolversi spontaneamente. Cure di supporto, quali farmaci per il dolore o la febbre, possono essere utilizzate per alleviare il disagio. È cruciale prestare attenzione al periodo infettivo, che si prolunga dalla comparsa dei primi sintomi fino alla caduta delle croste di tutte le lesioni cutanee e alla formazione di nuova pelle. Ringraziare la ricerca e l’attenzione dei professionisti della salute è essenziale per affrontare questa emergenza sanitaria in evoluzione.
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