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Catturata una giovane lupa al parco delle Sabine: l’intervento della Regione Lazio

L’avvistamento di un lupo al parco delle Sabine ha destato grande curiosità e preoccupazione tra residenti e appassionati della fauna selvatica. Il 25 settembre, i tecnici della direzione ambiente della Regione Lazio hanno catturato un esemplare femmina in buone condizioni di salute. Questo articolo approfondisce i dettagli dell’operazione di cattura, la storia dell’animale e le implicazioni legate alla presenza di lupi nelle aree urbane.

La storia dell’avvistamento del lupo

Il primo avvistamento e l’incidente

Da settimane circolavano sui social media fotografie e segnalazioni di una giovane lupa che si aggirava nel parco delle Sabine. Il primo avvistamento documentato risale all’11 settembre, quando l’animale è stato visto su viale Carmelo Bene. Le avvisaglie di un problema si sono amplificate quando, poco dopo, è stato condiviso un video su via Leonardo de Mitri che mostrava l’esemplare mentre si muoveva tra i visitatori del parco.

La situazione è precipitata quando, in seguito a un incontro ravvicinato, il lupo ha attaccato un bambino che si trovava nell’area. Questo evento ha innescato un’azione rapida da parte della direzione regionale ambiente, coordinata con l’assessorato all’Ambiente. Gli operatori hanno avviato immediatamente una serie di indagini per confermare la presenza di un vero lupo nella zona, e non di un animale domestico.

Le indagini preliminari

Le autorità hanno infatti inviato i guardia parco regionali per effettuare delle verifiche. Parlando con i familiari del bambino aggredito e raccogliendo testimonianze da altri testimoni, è stato confermato che la creatura non era un “semplice cane”, ma un lupo. A questo punto, i tecnici hanno deciso di avviare le ricerche per identificare e catturare l’animale, ritenuto potenzialmente pericoloso per i visitatori del parco.

L’operazione di cattura

Organizzazione e attrezzature

Per cercare di localizzare la lupa, sono state installate fototrappole nei luoghi segnalati come zone di avvistamento. Gli esperti hanno analizzato le sue abitudini comportamentali, cercando di capire i movimenti dell’animale. Contemporaneamente, la direzione ha dovuto chiedere al ministero dell’Ambiente una deroga, poiché il prelievo del lupo è soggetto a severe normative di protezione. Questo processo ha richiesto tempo e l’intervento dell’Ispra, che ha autorizzato la cattura.

Fortunatamente, la deroga è stata concessa prima dell’intervento di cattura, permettendo così ai tecnici di muoversi rapidamente. Per evitare il panico tra la popolazione e garantire la sicurezza dell’animale, è stata predisposta una attenta strategia di cattura. La sera del 25 settembre, intorno alle 21, l’operazione ha avuto successo.

Il momento della cattura

Grazie alla preparazione e a un pizzico di fortuna, la giovane lupa è stata individuata a Colle Salario. Utilizzando un dardo anestetico, i tecnici sono riusciti a far addormentare l’esemplare al primo tentativo, senza alcun segno di malessere. È interessante notare che l’applicazione di un GPS sulle frecce si è rivelata superflua, data l’efficacia dell’operazione. L’animale, privo di stress e in salute, è stato trasportato durante la notte al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, un’area faunistica appositamente attrezzata per garantire la sua sicurezza.

Riflessioni sulla vita dei lupi nei centri urbani

La questione dei lupi in città

La presenza di lupi nei pressi di aree urbane come Roma solleva interrogativi riguardo alla coabitazione tra esseri umani e fauna selvatica. Normalmente, i lupi tendono a evitare le zone popolate, rimanendo distanti dalle abitudini umane. Tuttavia, nel caso della lupa catturata, l’animale aveva sviluppato una certa familiarità con il contesto antropizzato, una situazione che può portare a conseguenze negative sia per gli animali che per le persone.

La necessità di educazione e gestione

La rappresentanza istituzionale, rappresentata dall’assessore Giancarlo Righini, ha sottolineato l’importanza di un intervento rapido e ben organizzato per tutelare tanto la comunità locale quanto l’animale. L’esperienza mostra come sia cruciale promuovere un’educazione adeguata sulle interazioni tra esseri umani e fauna selvatica. È fondamentale sensibilizzare i cittadini riguardo al comportamento corretto da tenere in caso di avvistamenti di animali selvatici, così da garantire un equilibrio tra la salvaguardia della biodiversità e la sicurezza pubblica.

Redazione

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