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Ceccanti critica la proposta di un’Assemblea costituente per le riforme

Un patto tra le forze politiche presenti in Parlamento

Stefano Ceccanti, professore ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ha espresso la sua opinione sulla proposta di un’Assemblea costituente per le riforme istituzionali. Secondo Ceccanti, se c’è da rinnovare un patto, questo dovrebbe essere fatto tra le forze politiche presenti in Parlamento. L’idea di creare un canale parallelo al Parlamento, come un’Assemblea costituente, potrebbe creare problemi e polarizzare ulteriormente le posizioni. Ceccanti suggerisce invece di costituire una bicamerale all’interno del Parlamento, che favorirebbe gli accordi tra maggioranza e opposizione.

Uno strumento sproporzionato rispetto alle riforme necessarie

Secondo il costituzionalista, l’Assemblea costituente è uno strumento sproporzionato rispetto alle riforme istituzionali necessarie. Le modifiche che devono essere apportate alla Costituzione riguardano principalmente una revisione limitata della seconda parte della Costituzione, che riguarda il premierato, e la trasformazione del Senato in Camera delle Regioni. Ceccanti ritiene che l’Assemblea costituente sia eccessiva per queste riforme, che potrebbero essere affrontate attraverso un processo di revisione condivisa tra le forze politiche presenti in Parlamento.

La volontà politica è fondamentale

Ceccanti sottolinea che la volontà politica è fondamentale per raggiungere un accordo sulle riforme istituzionali. Se le forze politiche presenti in Parlamento si impegnassero a raggiungere una maggioranza qualificata di due terzi, sarebbe possibile evitare un referendum confermativo sul premierato. Ceccanti fa riferimento all’esperienza del Cile, dove l’elezione di due Assemblee costituenti parallele al Parlamento ha portato alla perdita dei referendum. Pertanto, secondo il costituzionalista, il patto per le riforme dovrebbe essere cercato all’interno del Parlamento, utilizzando gli strumenti già disponibili, anziché creare un canale parallelo come un’Assemblea costituente.

In conclusione, Ceccanti ritiene che l’Assemblea costituente sia uno strumento sproporzionato e che il patto per le riforme istituzionali dovrebbe essere cercato tra le forze politiche presenti in Parlamento. Le riforme necessarie riguardano principalmente una revisione limitata della seconda parte della Costituzione e la trasformazione del Senato in Camera delle Regioni. La volontà politica è fondamentale per raggiungere un accordo e evitare un referendum confermativo.

Redazione

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