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Chip cerebrale: follia o futuro? Tecnologia solida che accelera il progresso

Il primo impianto di un chip di Neuralink in un essere umano: una tecnologia interessante e robusta

È un annuncio che ha suscitato grande interesse grazie a un tweet di Elon Musk, ma dietro al primo impianto di un chip di Neuralink in un essere umano c’è molto di più. Silvestro Micera, professore di Bioelettronica e Ingegneria neurale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e al Politecnico di Losanna, spiega che questa tecnologia è molto interessante e robusta. Secondo Micera, il gruppo di bioingegneri che lavora su Neuralink è composto da persone competenti e seri, e ciò che stanno facendo ha vantaggi importanti rispetto ai sistemi precedenti.

L’utilizzo di interfacce impiantabili nel cervello per leggere il pensiero e controllare dispositivi non è una novità, ma la tecnologia di Neuralink presenta alcuni vantaggi significativi. Il primo vantaggio è il sistema di impianto basato su un robot, che permette di impiantare elettrodi meno invasivi in modo preciso. Inoltre, il numero di elettrodi è molto maggiore rispetto ai sistemi precedenti, passando da un centinaio a molte migliaia. Questo permette di campionare il cervello in modo più accurato e di estrarre maggiori informazioni. Tuttavia, Micera sottolinea che bisognerà vedere se effettivamente si riuscirà a sfruttare appieno questo potenziale.

L’impianto creato da Neuralink registra l’attività neurale attraverso 1.024 elettrodi distribuiti su 64 fili altamente flessibili e ultrasottili. Riguardo alle tempistiche, Micera afferma che nei prossimi mesi si potrà valutare se la scommessa di Neuralink sarà vinta. Tuttavia, sottolinea che ci sono molte tecnologie in sviluppo nel campo delle neurotecnologie e della neuroingegneria, e quindi è possibile che nei prossimi 5 o 10 anni si vedranno sempre più sistemi commerciali basati su queste tecnologie. Questo è un momento di grande speranza per i pazienti e per gli esperti del settore, ma bisognerà vedere quanti di questi progressi si tradurranno in realtà concrete.

In conclusione, l’impianto di un chip di Neuralink in un essere umano rappresenta un importante passo avanti nella ricerca sulle interfacce cervello-computer. La tecnologia di Neuralink offre vantaggi significativi rispetto ai sistemi precedenti, grazie a un sistema di impianto preciso e a un maggior numero di elettrodi. Tuttavia, bisognerà attendere per vedere se questi vantaggi si tradurranno in un miglior controllo delle interfacce e in una maggiore qualità di vita per i pazienti. Nel frattempo, il campo delle neurotecnologie e della neuroingegneria continua a evolversi, offrendo nuove speranze per il futuro.

Redazione

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