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Confesercenti smentisce rincari: “Nessuna stangata sui libri scolastici a Roma e Lazio”

Nei giorni scorsi, si è acceso un acceso dibattito sul costo dei libri scolastici a Roma e nel Lazio. La Confesercenti, attraverso il presidente del Sindacato italiano librai, Guido Ciarla, ha voluto chiarire che le notizie sui presunti aumenti vertiginosi sono infondate. Le osservazioni critiche da parte del sindacato CGIL e FLCCGIL, che parlano di un significativo rincaro nel materiale scolastico, sembrano essere state smentite dai risultati di una più attenta analisi del mercato.

I rincari sul materiale scolastico: il punto di vista della CGIL

Secondo le affermazioni della CGIL, le famiglie romane si troveranno a dover sborsare circa 1200 euro per l’istruzione dei propri figli nel 2024, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Questo aumento è significativo, considerando che, nel giro di quattro anni, i costi totali per il materiale scolastico avrebbero subito un incremento del 23,4%. Inoltre, un report dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori evidenzia un rincaro medio del 6,6% sul corredo scolastico, indicando che ogni studente dovrà sostenere una spesa media di 591 euro per i libri di testo obbligatori e due dizionari, cifra che rappresenta un aumento del 18% rispetto allo scorso anno.

Questi dati, secondo il sindacato, suscitano preoccupazione tra le famiglie, già gravate da una pandemia economica. Le spese per la scuola, vitali per garantire un’istruzione adeguata, rappresentano una parte cruciale del bilancio familiare. La CGIL ha lanciato un allarme, sostenendo che la mancanza di adeguati interventi da parte delle istituzioni potrebbe mettere molte famiglie in difficoltà nel far fronte a tali spese.

Confesercenti: la risposta agli aumenti presunti

Contrariamente alle affermazioni diffuse dalla CGIL, Guido Ciarla, presidente del SIL della Confesercenti Roma e Lazio, ha apertamente contestato l’interpretazione dei dati. “Non ci risulta un incremento dei prezzi dei libri scolastici come riportato da molte testate”, afferma, prendendo di mira le previsioni di aumenti addirittura del 15%. Ciarla indica che gli aumenti reali dei prezzi si collocano tra l’1,5% e il 3,5%, sottolineando che un confronto tra i cataloghi degli editori del 2023 e del 2024 evidenzierebbe un quadro ben diverso da quello descritto.

Per quanto concerne il mondo della cartoleria, Ciarla precisa che l’incremento è in media del 4%, limitato a determinati articoli griffati. “È importante chiarire che ci sono vari livelli di prezzo per zaini, astucci e prodotti di cancelleria”, sostiene, enfatizzando la varietà di offerte disponibili. Secondo Ciarla, le notizie allarmistiche avrebbero come principale effetto quello di avvantaggiare le grandi catene di distribuzione a scapito delle librerie indipendenti, un settore fortemente sollecitato e già in difficoltà.

Collaborazione con il Comune di Roma: supporto alle librerie indipendenti

A fronte delle preoccupazioni espresse dalle famiglie e dalle associazioni sindacali, il SIL Confesercenti Roma e Lazio ha avviato una collaborazione con il Comune di Roma. Questa iniziativa prevede la creazione di una procedura che entrerà in vigore per un triennio e coinvolgerà un numero significativo di librerie romane. L’obiettivo è garantire la fornitura di libri di testo mediante cedole librarie e buoni libro, specialmente per le famiglie con più basso reddito.

Guido Ciarla afferma che questo progetto rappresenta un’importante opportunità per sostenere le famiglie in difficoltà. Al contempo, mette in luce che attualmente il margine per gli operatori di libreria è stabile attorno al 10%, malgrado una norma nazionale consenta sconti fino al 15% sul prezzo finale. “Applicare una scontistica del genere comporterebbe per un libraio di operare sottocosto”, avverte Ciarla, evidenziando il delicato equilibrio tra la sostenibilità economica delle librerie indipendenti e le esigenze del mercato.

Sostanzialmente, il dialogo tra associazioni di categoria e istituzioni è fondamentale per affrontare le sfide economiche legate al settore dei libri scolastici. Dall’altro lato, il confronto sulle spese per l’istruzione resta di cruciale importanza per garantire un futuro più sereno alle famiglie e un accesso universale alla cultura e all’apprendimento.

Luisa Pizzardi

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