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Crack Qui!Group: la proposta di patteggiamento di Gregorio Fogliani respinta dalla procura di Genova

Il patron di Qui!Group, Gregorio Fogliani, ha proposto un patteggiamento di 4 anni e sei mesi e una confisca di 100mila euro, a fronte di un crack da 600 milioni di euro. Tuttavia, la proposta, avanzata tramite i suoi legali Giacomo Gardella e Vittoria Garbarini, è stata respinta dalla procura di Genova. In questo modo, l’imprenditore rischia di non poter più patteggiare.

La vicenda giudiziaria

La proposta di patteggiamento è stata avanzata nel corso dell’udienza preliminare. Secondo l’avvocato Gardella, il patteggiamento non rappresenta un’ammissione di colpevolezza, ma un modo per evitare un processo difficile, che i suoi assistiti non potrebbero affrontare a causa del sequestro di tutti i loro beni, che non consentirebbe loro di nominare consulenti per potersi difendere.

Le indagini sul fallimento di Qui!Group, il colosso dei buoni pasto

Le indagini sul fallimento di Qui!Group, il colosso dei buoni pasto, erano partite nel 2018, quando il passivo della società aveva raggiunto i 600 milioni di euro. Oltre tremila persone sono rimaste danneggiate dal crack, tra cui i dipendenti della società e i creditori, tra cui ristoranti, bar e supermercati che avevano erogato cibo e prodotti con i buoni pasto.

reati contestati

Fogliani aveva anche ottenuto un appalto della Consip per fornire i ticket ai dipendenti pubblici. Tuttavia, dopo Qui!Group, sono via via fallite le altre società collegate, come la Pasticceria Svizzera e il bar Moody, sempre a Genova.

reati contestati a Fogliani e alla sua famiglia sono bancarotta fraudolenta, riciclaggio, truffa aggravata e autoriciclaggio. Secondo l’accusa, la famiglia avrebbe spogliato la società sottraendo i soldi per spese personali, come una maxi villa in Versilia e il matrimonio da favola di una delle figlie, e per alimentare le casse della società Azzurra 95.

La situazione giudiziaria della famiglia Fogliani

Dopo la respinta della proposta di patteggiamento di Fogliani, la situazione giudiziaria della sua famiglia rimane incerta. La figlia Serena ha già accettato un patteggiamento di un anno e 10 mesi, mentre la moglie di Fogliani, Luciana Calabria, è in attesa di un parere da parte della pm Patrizia Petruzziello e dell’aggiunto Francesco Pinto, per la quale è stato proposto un anno e 10 mesi e la confisca di 500 mila euro.

Finora, 14 persone hanno accettato i patteggiamenti, che verranno formalizzati all’ultima udienza, mentre in cinque hanno chiesto il rito abbreviato. La vicenda giudiziaria di Qui!Group e della famiglia Fogliani è ancora lungi dall’essere conclusa, ma le conseguenze del crack finanziario si fanno ancora sentire sui dipendenti e sui creditori della società.

Luisa Pizzardi

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