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Cresce il numero di indagati per il naufragio del veliero Bayesian: tre persone sotto accusa

L’inchiesta sul tragico naufragio del veliero British Bayesian, avvenuto il 19 agosto scorso nelle acque di Porticello, continua a suscitare grande attenzione. Il disastro marittimo ha causato la morte di sette persone, tra cui il magnate inglese Mike Lynch e sua figlia diciottenne, Hannah. Recenti sviluppi hanno portato la Procura di Termini Imerese a iscrivere altre due persone nel registro degli indagati, aumentando la preoccupazione per le responsabilità legate al tragico evento.

Dettagli sul naufragio del veliero Bayesian

Il veliero Bayesian, che rappresentava una lussuosa imbarcazione da diporto, si è schiantato in condizioni meteorologiche avverse, provocando un bilancio devastante di sette morti. Tra le vittime si annoverano nomi noti, ad esempio il banchiere Jonathan Bloomer e sua moglie Judith, insieme all’avvocato d’affari Chris Morvillo e alla moglie Neda, oltre al cuoco di bordo, Recaldo Thomas, che si trovava a bordo al momento del naufragio.

Le indagini si sono concentrate sulla condotta del personale di bordo, evidenziando carenze nel rispetto delle misure di sicurezza. Il capitano del veliero, James Cutfield, è già stato iscritto come indagato, ma recentemente la Procura ha aggiunto al registro anche l’ufficiale di macchine Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia in plancia, Matthew Griffith. Tale escalation di indagini ha creato un clima di preoccupazione sia tra le famiglie delle vittime che tra i membri dell’equipaggio rimasti in vita.

Chi sono gli indagati?

L’ufficiale di macchine Tim Parker Eaton è accusato di omicidio colposo plurimo e naufragio colposo. Secondo la Procura, Eaton avrebbe omesso di attivare i dispositivi di sicurezza per chiudere i portelloni dell’imbarcazione, il che ha portato all’allagamento della sala macchine durante la tempesta. Questa mancanza di reazione tempestiva ha, in pratica, innescato un blackout che ha compromesso la sicurezza della nave.

Dall’altro lato, il marinaio di guardia Matthew Griffith, la cui responsabilità è stata anch’essa messa in discussione, è accusato di non aver allertato l’equipaggio in modo tempestivo riguardo alla tempesta in arrivo. Entrambi gli indagati devono ora affrontare le conseguenze legali delle loro azioni, che secondo i magistrati hanno contribuito alla tragedia.

Aggiornamenti sulle vittime e gli indagati

Con il passare dei giorni dall’incidente, il capitano James Cutfield, visibilmente scosso dall’evento, ha ricevuto un nuovo passaporto, poiché il precedente era stato perso nel naufragio. Dopo aver deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere durante un interrogatorio, il comandante sembra intenzionato a rientrare in Spagna, dove vive con la moglie Cristina, che lo ha affiancato nei giorni difficili seguenti il disastro.

In una dichiarazione recente, il procuratore capo Ambrogio Cartosio ha chiarito che, nonostante gli indagati siano ancora sotto inchiesta, non ci sono impedimenti legali affinché possano lasciare l’Italia. Tra i membri dell’equipaggio, diversi sono già partiti per tornare ai loro paesi o alle rispettive abitazioni, tra cui il marinaio Griffith, che ha lasciato l’Italia per Nizza.

Procedure legali e accertamenti ambientali

Per quanto riguarda le vittime, le autopsie non sono ancora state avviate. I corpi delle sette persone decedute nel naufragio sono attualmente conservati in celle frigorifere presso il cimitero dei Rotoli di Palermo e l’Istituto di Medicina legale del Policlinico. La Procura, alle prese con una serie di interrogatori, non ha ancora conferito gli incarichi per le autopsie, complicando ulteriormente il processo di chiarimento delle circostanze dell’incidente.

Nel frattempo, la Guardia Costiera continua a monitorare la zona del naufragio. Le operazioni di verifica sono finalizzate a prevenire il rischio di fuoriuscite di idrocarburi, con mezzi navali impiegati per prelevare campioni d’acqua e analizzare la qualità dell’ambiente circostante. Fortunatamente, fino ad ora non si sono riscontrate perdite dai serbatoi del veliero.

Nelle prossime settimane, sempre secondo fonti ufficiali, le autorità competenti continueranno a indagare sia sugli aspetti legali legati al naufragio sia sulle possibili implicazioni ambientali, al fine di garantire la sicurezza nella navigazione e proteggere l’ambiente marino.

Giordana Bellante

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