Cyberbullismo: 1 ragazzo su 4 coinvolto, campanelli di allarme - avvisatore.it
Il cyberbullismo è diventato un problema sempre più diffuso tra i giovani italiani, con un ragazzo su quattro tra gli 11 e i 17 anni coinvolto in episodi di bullismo online. Secondo il Concy (Centro nazionale cyberbullismo), rispetto al bullismo tradizionale, il fenomeno digitale è caratterizzato da maggiore rabbia, aggressività e mancanza di empatia. Inoltre, l’età dei bulli si è abbassata notevolmente, iniziando già alle elementari, tra i 7 e gli 8 anni. Questi dati sono stati riportati dal pediatra Pietro Ferrara, referente della Società italiana di pediatria (Sip) per l’abuso e il maltrattamento, in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza in rete (Safer Internet Day), promossa dalla Commissione Europea.
Secondo Ferrara, il cyberbullo è spesso un bambino o un adolescente che agisce in modo prevaricante, spesso supportato da un gruppo di bulli gregari che contribuiscono a diffondere offese e discriminazioni. Il web dà loro una sensazione di forza e anonimato, riducendo l’empatia e amplificando le conseguenze per le vittime. Questo tipo di bullismo può sfuggire agli adulti, dato che i ragazzi sono generalmente più competenti tecnologicamente dei genitori.
Le denunce alla polizia postale per reati legati al cyberbullismo contro i minori sono aumentate del 65% in due anni. Preoccupa anche l’età sempre più giovane delle vittime e dei bulli, considerando che il 70% dei minori di 14 anni è presente sui social media.
Un consiglio importante per i genitori è quello di non distrarsi quando i bambini usano smartphone e tablet. Lasciare inconsapevolmente questi dispositivi nelle mani dei più piccoli è un errore da evitare. La presenza di un adulto durante l’utilizzo può favorire la regolazione delle emozioni e prevenire casi di bullismo precoce. Inoltre, è importante prestare attenzione a segnali come la mancanza di empatia, l’incapacità di chiedere aiuto e l’esposizione a contenuti violenti online. I genitori devono essere presenti e attenti, educando i propri figli al rispetto e all’accoglienza dell’altro e del diverso.
I genitori svolgono un ruolo fondamentale nell’insegnare ai propri figli il rispetto e l’accoglienza degli altri. I comportamenti vissuti in famiglia vengono spesso riproposti nelle relazioni con i coetanei. Genitori permissivi che difendono i figli senza una valida ragione possono favorire atteggiamenti aggressivi e arroganti. Al contrario, se i genitori sono presenti, attenti e dialogano costantemente con i propri figli, educandoli al rispetto e all’accoglienza, possono tenerli lontani da situazioni che favoriscono il bullismo.
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