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Dati allarmanti sull’incidenza della mortalità sul lavoro in Lazio: analisi delle province per il 2024

L’emergere di numeri preoccupanti sulla mortalità sul lavoro in Italia ha sollevato un campanello d’allarme, in particolare per la regione Lazio, che si colloca tra le aree più a rischio. L’Osservatorio Sicurezza Vega ha recentemente pubblicato le statistiche dettagliate, rivelando le province più colpite e l’andamento rispetto all’anno precedente. Questi dati non sono solo numeri; riflettono la realtà quotidiana di molti lavoratori e pongono interrogativi sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Morti sul lavoro nel Lazio: una situazione critica

Il rischio in aumento

Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio Sicurezza Vega, il Lazio presenta un’incidenza di mortalità sul lavoro che lo colloca in zona arancione, un segnale preoccupante a livello nazionale. Con 20,2 decessi per milione di lavoratori, la regione supera ampiamente la media nazionale di 18,7. Questa situazione è particolarmente allarmante negli ambiti più vulnerabili, che richiedono un’attenzione urgente sia da parte delle autorità che dei datori di lavoro.

Province in sofferenza

Le province di Viterbo e Frosinone si trovano nella situazione peggiore, con un’incidenza di 26,1 e 23,7, rispettivamente. Questi dati collocano entrambe le province in zona rossa, evidenziando un rischio molto elevato di infortuni mortali. A Roma, con un’incidenza di 19,8, e Latina, a 18,7, la situazione rientra comunque nella fascia critica, ma non è l’unico elemento da considerare. Un confronto con i dati del 2023 rivela un quadro in netto peggioramento.

Un anno di cambiamenti drammatici

L’aumento dell’incidenza rispetto al 2023

L’analisi condotta dall’Osservatorio si concentra sui dati raccolti nei primi sette mesi del 2024, confrontandoli con quelli dello stesso periodo del 2023. A Roma, l’incidenza di incidenti mortali sul lavoro è salita drasticamente da 13,6 a 19,8, marcando un incremento di 6,2 punti in soli 12 mesi. Questo aumento è ancora più drastico considerando che, nel 2023, la capitale presentava dati significativamente inferiori rispetto alla media regionale di 15,5 e a quella nazionale di 18,6. Ora, con il recente incremento, Roma si avvicina pericolosamente alla media regionale del Lazio.

Un’analisi temporale che inquieta

Osservare i dati in una prospettiva temporale mette in evidenza non solo un peggioramento della sicurezza sul lavoro, ma anche la necessità di interventi urgenti. I segnali di allerta sono evidenti: i rischi stanno aumentando in modo esponenziale, richiamando l’attenzione su pratiche lavorative che necessitano di essere riviste. È fondamentale che le istituzioni e le aziende prendano coscienza di questo trend e sviluppino strategie mirate per contrastare questo fenomeno preoccupante.

Il profilo del lavoratore a rischio nel Lazio

Settori e categorie più colpite

L’Osservatorio ha anche analizzato i dettagli demografici e settoriali degli infortuni sul lavoro nel Lazio. Le statistiche rivelano che il settore del trasporto e magazzinaggio è quello più colpito, con 1.876 denunce di infortunio solo nel mese di luglio 2024. Questo dato sottolinea un’emergente vulnerabilità in un settore cruciale per l’economia regionale.

Distinzione di genere e nazionalità

In termini di genere, gli infortuni mortali hanno registrato un aumento maggiore tra gli uomini, passando da 32 a 43 nel periodo gennaio-luglio 2024. Per quanto riguarda le donne, il numero è salito da 4 a 5. In un contesto più ampio, i lavoratori stranieri hanno visto un vero e proprio boom nel numero delle morti: da 5 casi nel gennaio-luglio 2023 si è passati a 12, mentre tra i lavoratori italiani si è registrato un incremento da 31 a 36 casi nello stesso arco di tempo.

Riflessioni sui dati

Questi numeri comunicano una realtà innegabile: la questione della sicurezza nei luoghi di lavoro in Lazio richiede attenzione e azioni decisive. Il ritratto del lavoratore a rischio è complesso e variegato, ma l’urgenza di un intervento coordinato è chiara. Le istituzioni, le aziende e i sindacati devono unirsi per affrontare questa emergenza e garantire un ambiente di lavoro più sicuro per tutti.

Redazione

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