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Filippo Mosca, detenuto in Romania, denuncia condizioni disumane: “Cella infestata da topi ed escrementi”

Filippo Mosca, detenuto in condizioni disumane in Romania

Filippo Mosca, un 29enne detenuto nel carcere di Porta Alba di Costanza, in Romania, vive in condizioni disumane da quasi un anno. L’avvocato Armida Decina, che si occupa della richiesta di estradizione di Filippo, ha dichiarato: “Sto aspettando di parlare con Filippo. Da circa dieci giorni ho chiesto l’autorizzazione al direttore del carcere e, comunque, predisporrò un ricorso per la violazione dei diritti umani alla Cedu”.

Violazione dei diritti umani e del diritto di difesa

Secondo l’avvocato Decina, nel processo di Filippo è stata violata anche il diritto di difesa. Tuttavia, la Cedu prevede che siano esauriti tutti i tentativi interni giurisdizionali prima di poter presentare un ricorso. Decina ha sottolineato che nel processo sono state utilizzate intercettazioni non autorizzate e il cui contenuto è stato completamente alterato. La difesa ha nominato un consulente di lingua romena che ha confermato l’errata traduzione delle intercettazioni.

Il caso di Filippo e l’appello in corso

Filippo è stato condannato in primo grado per traffico internazionale di droga e sta aspettando l’appello che inizierà ad aprile. L’avvocato ha dichiarato che la vicenda ha iniziato a ricevere attenzione anche dai media romeni, ma finora non hanno ricevuto alcun segnale dal governo italiano. Il deputato Roberto Giachetti di Italia Viva ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri Antonio Tajani, chiedendo cosa intenda fare per tutelare e assistere il cittadino italiano.

Le condizioni disumane di detenzione

Filippo è detenuto in Romania dal maggio dell’anno scorso in condizioni disumane e degradanti. Secondo quanto raccontato dalla madre Ornella Matraxia, l’istituto penitenziario di Porta Alba di Costanza è uno dei peggiori in Europa e ha ricevuto condanne dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo per trattamenti inumani e degradanti. Filippo è stato messo in isolamento Covid per 21 giorni in una stanza infestata dai topi e con materassi sporchi. Successivamente è stato trasferito in una cella sovraffollata e in condizioni igienico-sanitarie pessime. Gli è stato vietato di ricevere una coperta e l’alimentazione fornita dall’istituto è una poltiglia sgradevole.

La situazione di Filippo Mosca è ancora in sospeso e la sua richiesta di estradizione potrà essere presentata solo quando la sentenza sarà definitiva. Nel frattempo, l’avvocato Decina continua a lottare per garantire i diritti umani del suo assistito.

Redazione

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