Frode fiscale negli superbonus: la Guardia di Finanza di Ancona sequestra oltre cinque milioni di euro - Occhioche.it
Un’operazione congiunta della Guardia di Finanza di Ancona ha portato alla luce una complessa frodi nel settore dei superbonus edilizi, afferente a sismabonus ed ecobonus. Questa indagine ha visto l’uso di intestazioni societarie fittizie e fatture per operazioni inesistenti, attraverso le quali si sono generati ingenti proventi illeciti. Il denaro ricavato da queste attività fraudolente è stato successivamente riutilizzato nell’acquisto di beni immobili e mobili di valore considerevole. Le misure cautelari, coordinate dalla Procura di Fermo, hanno coinvolto vari professionisti e soggetti già noti alla giustizia per reati di criminalità organizzata.
Nei giorni scorsi, gli agenti del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ancona hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emanata dal giudice per le indagini preliminari di Fermo. Il principale indagato, un imprenditore di origini calabresi che risiede da molto tempo nel Fermano, è stato posto in custodia cautelare in carcere. Inoltre, un ingegnere, coinvolto nella presentazione di asseverazioni false all’ENEA – l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, energia e sviluppo economico sostenibile – è stato sottoposto a misure di arresti domiciliari. Tale ingegnere è accusato di aver addotto informazioni errate riguardanti la congruità delle spese, utilizzando timbri di terzi non coinvolti nel procedimento.
Oltre ai due principali protagonisti, le indagini hanno portato a misure di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un consulente del lavoro. Questo professionista era incaricato di attestare l’invio di visti di conformità relativi ai crediti ceduti e di trasmettere telematicamente i modelli di cessione del credito all’Agenzia delle Entrate. Ulteriori misure interessano tre complici dell’imprenditore principale, evidenziando l’entità e la rete di collaboratori coinvolti in questa frode.
Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona ha operato congiuntamente a reparti della Finanza attivi in altre province, come Fermo, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Teramo, Catanzaro, Cosenza, Arezzo, Milano e Roma. Questa collaborazione ha permesso di realizzare un’operazione ben coordinata e articolata su un ampio territorio. Gli agenti hanno proceduto al sequestro di beni e risorse finanziarie significative, dimostrando l’impatto delle frodi nel sistema dei superbonus.
Nell’ambito dell’operazione, sono stati posti i sigilli su 12 unità immobiliari, conti correnti e veicoli di lusso, inclusa una Porsche Cayenne, appartenenti agli indagati. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i cinque milioni di euro, di cui circa tre milioni in crediti fiscali considerati inesistenti. Questo sequestro funge da strumento preventivo per garantire il recupero delle somme illecitamente ottenute e per arginare fenomeni di frode fiscale di ampia portata, contribuendo così alla salvaguardia dell’integrità del sistema economico italiano.
Il quadro complessivo che emerge da questa operazione evidenzia gravi irregolarità nel settore dei superbonus, invitando a riflessioni più ampie sull’applicazione e controllo di tali incentivi fiscali. Le indagini proseguono per individuare ulteriori eventuali complici e mettere in luce altre frodi legate ai superbonus.
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