Il Cinema delle Provincie, una storica monosala situata nel cuore del II Municipio di Roma, ha recentemente ricevuto un’importante onorificenza al Festival di Venezia. Conosciuto affettuosamente dai residenti come “pidocchietto”, questo cinema di proprietà della parrocchia di Sant’Ippolito ha dimostrato un impegno costante nella promozione della cultura cinematografica a prezzi accessibili. In questo articolo, esploreremo la storia di questo cinema, la sua rinascita e l’importanza del premio ricevuto.
Inaugurato nel 1934, il Cinema delle Provincie si presenta come un pilastro della comunità locale. Grazie alla sua programmazione di film d’autore e pellicole restaurate, ha saputo attrarre diverse generazioni di cinefili. La struttura, che può ospitare 265 spettatori, si distingue per il suo ambiente accogliente e per la qualità dell’offerta cinematografica, in netta controtendenza rispetto alle multisale commerciali che dominano il panorama cinematografico odierno.
Nel corso degli anni, il cinema è diventato un punto di riferimento per la socialità e la cultura nel II Municipio. Offrendo biglietti a prezzi contenuti, il “pidocchietto” ha reso il cinema accessibile a famiglie, studenti e anziani. La sua proposta di eventi speciali, come rassegne cinematografiche ed incontri con registi, ha arricchito ulteriormente l’offerta culturale del quartiere, contribuendo a creare una comunità coesa attorno al cinema. La qualità dei film proiettati e il profondo legame con il territorio hanno trasformato il cinema in uno spazio di aggregazione sociale.
Il Cinema delle Provincie ha recentemente ricevuto il premio Carlo Lizzani, conferito durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica a Venezia, per l’impegno nel promuovere una cinematografia di qualità a favore della comunità. Intitolato al regista romano scomparso nel 2013, il premio rappresenta un prestigioso riconoscimento per un’attività che, sebbene piccola, ha un grande impatto sociale e culturale. La cerimonia di premiazione ha visto la partecipazione del gestore Tonino Errico, che ha rappresentato con orgoglio la comunità del II Municipio.
Questo premio non è solo un riconoscimento di merito, ma anche un simbolo di resistenza di fronte alle difficoltà economiche e alle minacce di chiusura. La storia recente del cinema è stata segnata da momenti critici, come il tentativo di chiusura nel 2018, quando la parrocchia ha manifestato l’intenzione di riutilizzare gli spazi per scopi interni. Tuttavia, la mobilitazione della comunità ha permesso di trovare soluzioni per garantire la continuazione dell’attività, passando attraverso un’alleanza con le istituzioni locali.
Nel 2018, quello che sembrava un destino ineluttabile e di chiusura è stato derubricato grazie all’intraprendenza dei cittadini locali. L’intervento dell’amministrazione municipale, guidato allora dall’assessore alla cultura Andrea Alemanni, ha permesso di finanziare iniziative culturali destinate a rifinanziare il cinema. Il provvedimento ha previsto l’inserimento di proiezioni gratuite per le scuole locali, con l’obiettivo di coinvolgere le giovani generazioni e riavvicinarle al linguaggio cinematografico.
La rinascita del Cinema delle Provincie rappresenta la capacità delle comunità di reagire alle difficoltà e di sostenere le proprie tradizioni culturali. Oggi, dopo sei anni di recupero e crescita, il “pidocchietto” si prepara a festeggiare 90 anni di storia, con la speranza di raggiungere il centenario. Questi traguardi sono una testimonianza dell’importanza del cinema come luogo di incontro e di cultura, essenziali per il tessuto sociale di Roma e dei suoi cittadini. La sfida ora è quella di continuare a innovare e a offrire una programmazione che possa avvicinare sempre più persone al grande schermo.
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