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Il sindaco Gualtieri visita il carcere di Regina Coeli: una realtà critica in penitenziario

La visita del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, al carcere di Regina Coeli ha messo in evidenza le gravi difficoltà che affliggono il sistema penitenziario della capitale. Durante l’incontro, accompagnato dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà, Valentina Calderone, Gualtieri ha espresso la propria vicinanza alla popolazione carceraria e agli agenti della Polizia Penitenziaria, sottolineando le dure condizioni di lavoro e di vita all’interno dell’istituto penale.

Condizioni attuali nel carcere di Regina Coeli

Un sovraffollamento allarmante

Il carcere di Regina Coeli affronta un sovraffollamento senza precedenti, con circa 1.200 detenuti, quasi il doppio della capacità prevista. Questa situazione destabilizzante crea enormi difficoltà non solo per i detenuti, costretti a vivere in spazi inadeguati, ma anche per gli agenti di polizia, che operano in condizioni critiche. La mancanza di letti e stanze adeguate ha costretto le autorità carcerarie a utilizzare ogni area disponibile per far dormire i detenuti, limitando ulteriormente lo spazio per altre attività necessarie e indispensabili per il benessere della popolazione carceraria.

Stress e carenza di personale

Le conseguenze del sovraffollamento non si limitano agli spazi inadeguati. Gli agenti della Polizia Penitenziaria si trovano a dover effettuare straordinari su straordinari, poiché il personale è al di sotto delle dotazioni necessarie. Questa condizione comporta un elevato tasso di stress, che a sua volta può influenzare negativamente la sicurezza degli istituti e il rapporto tra detenuti e agenti. Gualtieri ha dichiarato che le misure attuali, sebbene apprezzabili, non sono sufficienti e sono viste come palliativi per una situazione strutturale complessa.

Divenire della situazione carceraria a Roma

Emergenza dei suicidi

Nel corso dell’ultimo anno, la situazione nel carcere di Regina Coeli ha portato a un incremento preoccupante dei suicidi tra i detenuti. Nel periodo di 18 mesi sono stati registrati sette casi di suicidio, un segnale allarmante che mette in evidenza la necessità di un intervento urgente. La Garante Valentina Calderone ha sottolineato come il sovraffollamento e la mancanza di supporto personale per i detenuti stiano contribuendo a un ambiente di vita particolarmente avverso e difficile.

La funzione rieducativa della detenzione

Il sindaco ha ricordato che la Costituzione italiana riconosce alla detenzione una funzione rieducativa, ma le attuali condizioni di vita nel carcere di Regina Coeli rischiano di vanificare questa promessa. I detenuti sono esposti a una vita caratterizzata da gravi privazioni, il che potrebbe portare a un deterioramento delle loro condizioni psico-fisiche. Gualtieri ha fatto notare che è fondamentale intervenire per evitare che le persone uscendo dal carcere si trovino in condizioni peggiori rispetto a quelle in cui sono entrate.

Report sui dati carcerari e iniziative recenti

Relazione della Garante e dati critici

Due settimane fa, Valentina Calderone ha presentato una relazione approfondita riguardo le condizioni nei carceri romani, evidenziando il grave sovraffollamento e il crescente numero di suicidi. La situazione è particolarmente drammatica nel carcere di Regina Coeli, dove i livelli di sovraffollamento raggiungono il 180%. La difficoltà di gestire adeguatamente i detenuti ha reso arduo il compito per il personale e ha aggravato l’insoddisfazione tra gli operatori penitenziari.

Interventi recenti e misure temporanee

Per affrontare il problema del caldo estivo, sono stati recentemente distribuiti 300 ventilatori all’interno del carcere. Questo gesto, voluto dall’assessora alle Politiche sociali Barbara Funari, è il risultato di un allerta lanciato dai sindacati della Polizia Penitenziaria. Le temperature nelle celle hanno raggiunto livelli insostenibili, costringendo alcuni detenuti a rifiutarsi di entrare nelle loro stanze. Il segretario generale Uilpa della Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio, ha avvertito che il carcere è diventato una “polveriera pronta a esplodere”, evidenziando ulteriormente la necessità di interventi significativi per migliorare la situazione.

L’attenzione del sindaco e delle autorità competenti alle problematiche del sistema carcerario è fondamentale per garantire un futuro più dignitoso e sicuro sia per i detenuti che per il personale di sorveglianza.

Giordana Bellante

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