L’amministrazione penitenziaria ungherese ha inviato un documento di integrazione in 9 punti al ministero della Giustizia e alla corte d’Appello di Milano, rassicurando sulle condizioni del carcere in cui verrebbe inserito Gabriele Marchesi, accusato di aver aggredito dei neonazisti a Budapest durante una contromanifestazione. Secondo l’amministrazione penitenziaria, in caso di estradizione, non ci sarebbe nessuna violazione dei diritti umani.
L’amministrazione penitenziaria ungherese ha assicurato che, se Gabriele Marchesi verrà consegnato e preso in carico, le sue condizioni di detenzione saranno coerenti con quanto previsto dalla Convezione europea sui diritti dell’uomo, dalle raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trattamento umano delle persone arrestate e dalle regole penitenziarie europee del Consiglio d’Europa.
Nel documento inviato, si sottolinea che al detenuto verranno costantemente garantite le condizioni previste dalla normativa europea e nazionale in materia, come lo spazio abitativo, i servizi igienici, l’accesso all’aria fresca e altri requisiti.
Nonostante non sia possibile prevedere con certezza in quale istituto penitenziario ungherese verrà inserito Gabriele Marchesi, l’amministrazione penitenziaria ha dichiarato che ciò non ha rilevanza, poiché il detenuto verrà collocato secondo la disponibilità dei posti e nel rispetto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ogni detenuto ha diritto a uno spazio personale garantito per legge, con almeno 6 metri cubi nel caso di sistemazione individuale e almeno 4 metri quadrati di superficie abitabile per persona se si condivide una cella.
Il documento fa riferimento a celle attrezzate, strutture moderne e personale qualificato, e sottolinea che nelle carceri ungheresi è garantita l’assistenza sanitaria. Inoltre, oltre ai colloqui, il detenuto può dedicare il tempo libero all’istruzione e allo sport, con un ruolo significativo delle cerimonie religiose e della cura spirituale nel processo di reinserimento.
L’amministrazione penitenziaria ungherese ha anche assicurato che i rappresentanti consolari e diplomatici del paese di provenienza del detenuto hanno la possibilità di visitare l’istituto penitenziario e ispezionare le condizioni di detenzione. Inoltre, il personale del consolato può visitare il detenuto.
Infine, il ministero della Giustizia ungherese ha ricordato che non sono state adottate sanzioni da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Ungheria per violazione dei principi fondamentali dell’UE.
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