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Indebite interferenze su donne in cerca di interruzione volontaria di gravidanza: la denuncia del Centro donne contro la violenza di Aosta


Introduzione:

Il Centro donne contro la violenza di Aosta ha recentemente ricevuto diverse segnalazioni da parte di donne che, recatesi in presidi sanitari pubblici della regione per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, avrebbero subito pressioni e interferenze da parte di volontari. Questi ultimi avrebbero cercato di dissuadere le donne dalla scelta di abortire attraverso l’imposizione dell’ascolto del battito fetale o la promessa di sostegni economici o beni di consumo. La situazione, descritta come personalissima e spesso sofferta, ha portato il Centro a denunciare pubblicamente questi comportamenti.


Prima sezione:

Le segnalazioni delle donne e la denuncia del Centro

Pressioni indebite e violazione del diritto di scelta

Le segnalazioni pervenute al Centro donne contro la violenza di Aosta riguardano pratiche che ledono il diritto di scelta delle donne in merito all’interruzione volontaria di gravidanza. In particolare, le donne avrebbero subito pressioni da parte di volontari presenti nei presidi sanitari pubblici, i quali avrebbero imposto loro l’ascolto del battito fetale o offerto sostegni economici e beni di consumo al fine di dissuaderle dall’aborto. Tali comportamenti, oltre a essere considerati una violazione della privacy e dell’autonomia decisionale delle donne, rappresentano una forma di violenza psicologica e di manipolazione emotiva.


Seconda sezione:

Il contesto normativo e il ruolo dei presidi sanitari

Garantire l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza senza interferenze

La legge italiana riconosce il diritto delle donne di accedere all’interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione, a determinate condizioni e attraverso specifiche procedure. presidi sanitari pubblici hanno il compito di garantire l’accesso a questo servizio in modo sicuro, rispettoso e privo di giudizi o pressioni. La presenza di volontari che cercano di dissuadere le donne dalla scelta di abortire all’interno di queste strutture rappresenta una violazione del contesto normativo e dei principi etici che regolano la sanità pubblica.


Terza sezione:

Le conseguenze delle interferenze e le richieste del Centro

Tutela del diritto di scelta e lotta alle violenze di genere

Le interferenze e le pressioni subite dalle donne in cerca di interruzione volontaria di gravidanza possono avere conseguenze negative sulla loro salute fisica e mentale, oltre a rappresentare una violazione dei loro diritti fondamentali. Il Centro donne contro la violenza di Aosta chiede pertanto alle istituzioni e ai presidi sanitari di adottare misure adeguate per prevenire e contrastare questi comportamenti, garantendo alle donne un ambiente sicuro e rispettoso in cui esercitare il proprio diritto di scelta. Questa lotta contro le violenze di genere passa anche attraverso la difesa del diritto all’autodeterminazione e all’autonomia decisionale delle donne in materia di salute riproduttiva.

Luisa Pizzardi

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