La Puglia si conferma terra di tropicali: l’ascesa di coltivazioni esotiche in risposta alla crisi climatica - Occhioche.it
In Puglia si assiste a un fenomeno agricolo senza precedenti: la crescita esponenziale delle coltivazioni di frutti tropicali. Questo sviluppo non è solo una risposta alla crescente siccità e ai cambiamenti climatici, ma anche un intento di diversificazione colturale dopo il grave impatto della Xylella Fastidiosa in Salento. Coldiretti Puglia ha monitorato con attenzione questa trasformazione, rivelando che le piantagioni di avocado, mango e altri frutti esotici hanno raggiunto un’imponente superficie.
La crisi degli uliveti salentini, con oltre 21 milioni di ulivi colpiti dalla Xylella Fastidiosa, ha spinto gli agricoltori pugliesi a cercare alternative per salvaguardare il proprio reddito. Negli ultimi anni, le piantagioni di frutti tropicali sono aumentate drasticamente, passando da poche decine a oltre 8mila ettari. Le condizioni climatiche sempre più favorevoli, caratterizzate da un innalzamento delle temperature e da eventi atmosferici intensi, hanno reso possibili queste coltivazioni.
Oggi, la Puglia si sta affermando come un territorio dove avocado, mango, lime e altri frutti tropicali sono diventati una realtà consolidata. Sulle strade del Salento, ad esempio, continuano a fiorire nuove coltivazioni. A Castellaneta, sono state piantumate 3mila nuove piante di avocado, mentre nel Salento la stima totale riguarda 100mila piante di avocado e 8mila di mango e lime. Si segnalano, con cautela, anche le prime piantagioni di banane, del tutto made in Puglia.
I frutti sub-tropicali come melograni, loti e fichi si arricchiscono ulteriormente di varietà, rendendo il panorama agricolo pugliese sempre più variegato. Coldiretti Puglia sottolinea come questo fenomeno non rappresenti solo un’innovazione in ambito agricolo, ma anche un’opportunità economica significativa per il territorio.
L’aumento delle temperature globali rappresenta una delle sfide principali per l’agricoltura pugliese. Secondo i dati pubblicati da Coldiretti, l’Italia ha vissuto gli anni più caldi degli ultimi due secoli proprio nell’ultimo decennio. Il 2022, per esempio, è stato annoverato tra i più caldi, insieme a altri anni come il 2018 e il 2015. L’andamento climatico si conferma sempre più sfavorevole per le tradizionali coltivazioni, imponendo una forte revisione delle pratiche agricole.
Il boom di frutti tropicali in Puglia rappresenta una risposta diretta a queste condizioni. Gli agricoltori stanno investendo in cultivar esotiche e in pratiche innovative per adattarsi alle nuove condizioni climatiche. L’aumento della superficie consacrata a queste coltivazioni esotiche segna un passo importante verso la resilienza del settore agricolo.
La trasformazione delle coltivazioni ha anche portato alla nascita di nuove opportunità di mercato e risultati economici tangibili, contribuendo a diversificare l’offerta agroalimentare pugliese e ad affermare la regione come una nuova frontiera per gli agrumi e per la frutta tropicale.
Il fenomeno delle coltivazioni esotiche in Puglia non sarebbe possibile senza l’impegno di giovani agricoltori, che si sono adoperati per portare innovazione e sostenibilità nel settore. Coldiretti ha evidenziato come questi imprenditori siano una forza trainante nel rimodernare le pratiche agricole e affrontare le sfide rappresentate dai cambiamenti climatici.
Gli agricoltori pugliesi stanno dimostrando di avere una straordinaria capacità di adattamento e rinnovamento. L’introduzione di specie tropicali è un chiaro segno della volontà di valorizzare le risorse disponibili e di rispondere ai bisogni del mercato. Nonostante le sfide presentate da eventi meteo estremi e da danni economici disastrosi per il settore agroalimentare che, negli ultimi dieci anni, hanno toccato i 14 miliardi di euro, la spinta verso l’innovazione sta dando frutti importanti.
Le politiche agricole e gli investimenti in tecnologia e ricerca rappresentano inoltre un sostegno fondamentale per questi agricoltori. La fertilità della terra pugliese, unita alla creatività degli imprenditori, dimostra che è possibile trovare soluzioni costruttive per garantire la sostenibilità a lungo termine dell’agricoltura locale, trasformando le difficoltà in opportunità.
Questo percorso di innovazione e adattamento dei paesaggi pugliesi sta, dunque, contribuendo a un futuro agricolo più resiliente e diversificato, dove i tropicali si posizionano prepotentemente al centro della scena.
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