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La via Appia Antica: il 60° sito UNESCO italiano celebrato da Roma, un simbolo di civiltà

La recente dichiarazione del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha ufficializzato il riconoscimento della via Appia Antica come il 60° sito UNESCO nel territorio italiano. Questo importante traguardo non solo valorizza una delle strade storiche più significative della nostra penisola, ma sottolinea anche la sua importanza storica e culturale come via commerciale primaria tra Roma e le regioni meridionali e orientali. La via Appia Antica è da sempre stata un simbolo di connessione tra le diverse civiltà e culture che hanno influenzato il bacino del Mediterraneo.

La via Appia Antica: un percorso storico di straordinaria importanza

Un rimando al passato

La via Appia, costruita per la prima volta nel 312 a.C. dall’antico console Appio Claudio Cieco, ha rappresentato un’infrastruttura fondamentale per l’espansione e il commercio romano. Questo importante assio viario, che partiva da Roma, si estendeva verso il sud, conducendo a importanti città e porti. La sua costruzione ha richiesto un impegno significativo per il taglio delle rocce, la creazione di terrazzamenti e ponti, ma soprattutto la realizzazione di un lastricato in grado di resistere al passare dei secoli. Questo straordinario lavoro ha permesso il transito non solo delle legioni romane, ma anche dei mercanti e viaggiatori diretti verso l’Oriente e le regioni limitrofe.

Un punto di intersezione culturale

La via Appia ha svolto un ruolo cruciale nel favorire scambi culturali, commerciali e militari. Essa ha visto il passaggio di diverse generazioni di romani, ognuno dei quali ha lasciato il proprio segno sulla strada. Le pietre che compongono il suo tracciato possono raccontare storie di battaglie storiche, viaggi di incessante lavoro commerciale e la vita quotidiana dei cittadini romani e provinciali. Accessibile e percorribile, oggi rappresenta non solo una testimonianza architettonica, ma anche un importante patrimonio culturale che unisce il passato al presente.

Il tratto della via Appia Antica nei monti Aurunci

Una visita ai luoghi meno conosciuti

A circa cento chilometri a sud di Roma, nei pressi di Gaeta e Formia, si estende un tratto della via Appia Antica circondato dalla bellezza dei monti Aurunci. Questa “stranezza di città” offre un’esperienza unica, indicativa di quanto la natura possa estrinsecarsi in armonia con la storia. In particolare, il tratto situato tra Fondi e Itri, vicino a Sperlonga, è un percorso che si snoda attraverso paesaggi mozzafiato.

Un percorso facile e accessibile

Il percorso lungo circa due chilometri e mezzo è accessibile a tutti, comprese le persone con mobilità ridotta, grazie alla curata manutenzione da parte del Parco Naturale dei Monti Aurunci. I visitatori possono scegliere di percorrere due diverse strade: una più veloce, via Appia Nuova, e una più panoramica che consente di immergersi nella bellezza naturale circostante per circa un’ora e mezza.

La valorizzazione del patrimonio storico

Un recupero prezioso

Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, gran parte del tratto della via Appia Antica compreso nel Parco fu completamente abbandonato. Tuttavia, grazie a specifici finanziamenti regionali, il percorso è stato recentemente recuperato e reso nuovamente accessibile al pubblico. Questo sforzo è teso a preservare non solo la viabilità della strada, ma anche il suo significato storico.

Pannelli didattici e segnaletica

All’interno del Parco, il visitatore trova un percorso ben strutturato e informativo, con pannelli didattici che raccontano la storia del luogo e delle tecniche stradali utilizzate nei secoli. Questi pannelli presentano undici stazioni tematiche che trattano vari aspetti della via, dalla costruzione originale a importanti eventi storici. Temi come il Ponte Rinascimentale, il tempio di Apollo e la via borbonica sono presentati per dare ai visitatori un’idea chiara e completa dell’importanza di questo tratto stradale.

La candidatura della via Appia Antica come sito UNESCO non solo celebra il suo passato, ma contribuisce anche a una maggiore consapevolezza riguardo alla sua preservazione e promozione come bene culturale fondamentale per l’Italia e per il patrimonio mondiale.

Luisa Pizzardi

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