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L’Associazione Luca Coscioni lancia 102 diffide alle ASL per migliorare la salute nei penitenziari italiani

L’Associazione Luca Coscioni, impegnata nella difesa dei diritti civili e alla promozione del diritto alla salute, ha intrapreso un’importante iniziativa per affrontare la crisi delle condizioni igieniche e sanitarie negli istituti penali italiani. Con l’invio di 102 diffide alle Direzioni generali delle Aziende Sanitarie Locali delle città con i 189 istituti penali, l’associazione ha messo in evidenza la necessità urgente di sopralluoghi e controlli all’interno delle carceri. Questo intervento arriva dopo l’assenza di misure straordinarie nel recente decreto carceri, ponendo il focus sull’ignavia istituzionale riguardo al diritto alla salute delle persone detenute.

Urgenza del controllo sanitario nei penitenziari

Obblighi delle ASL

Le ASL hanno la responsabilità, sancita dalla legge, di garantire che le strutture penitenziarie siano conformi agli standard igienici e di sicurezza. Attraverso visite ispettive, gli enti devono assicurare che le condizioni di vita nei penitenziari siano adeguate e che eventuali irregolarità vengano immediatamente risolte. Tuttavia, le difide inviate dall’Associazione Luca Coscioni evidenziano come tali obblighi non siano stati adeguatamente rispettati, lasciando i detenuti in condizioni precarie.

Le segnalazioni riguardano non solo gli aspetti igienico-sanitari, ma anche l’accesso ai servizi socio-sanitari. I direttori generali delle ASL sono tenuti a riferire al Ministero della Salute e alla Giustizia riguardo alle condizioni riscontrate e ai provvedimenti da adottare. Pertanto, le diffide configurano un atto necessario per sollecitare un’azione concreta e immediata per garantire diritti fondamentali.

Criticità rilevate

Alla base di questa iniziativa ci sono varie criticità documentate, riguardanti il sovraffollamento delle carceri italiane e il deterioramento delle condizioni nelle quali vivono oltre 61.000 detenuti. Se le ASL non intervengono con urgenza, i diritti fondamentali dei detenuti, e in particolare il diritto alla salute, sono a forte rischio. Situazioni di degrado come la presenza di parassiti, l’inadeguatezza dei servizi igienici, la scarsità d’acqua e l’assenza di ventilazione nelle celle sono state segnalate da diversi rapporti di monitoraggio e dalle testimonianze dei Garnati dei diritti.

Testimonianze e preoccupazioni dell’Associazione Luca Coscioni

Dichiarazioni dell’Associazione

Filomena Gallo e Marco Cappato, rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni, hanno dichiarato che la scelta di inviare le diffide è un tentativo concreto di affrontare la crescente crisi sanitaria all’interno degli istituti penali. Hanno messo in evidenza come le condizioni attuali riflettano una grave violazione dei diritti umani, affrontando il problema dal punto di vista legale. La mancanza di attenzione da parte del Governo, unita alle evidenze di rapporti ispettivi e di articoli di stampa, ha spinto l’associazione a non rimanere inerte di fronte a una situazione così critica.

Inoltre, Gallo e Cappato hanno messo in guardia riguardo ai dati inquietanti sui suicidi all’interno delle carceri, con 64 detenuti che si sono tolti la vita nel primo semestre del 2024. Questi eventi drammatici sono spesso correlati alle condizioni di vita insostenibili e alle pressioni psicologiche generate da un sistema carcerario sovraffollato e inadeguato.

Conformità alle normative

L’iniziativa dell’Associazione non mira solo a sollevare il problema, ma si basa anche sull’applicazione delle leggi italiane e degli obblighi internazionali. Se le diffide non daranno risultati, l’associazione si è impegnata a coinvolgere le autorità Regionali e Nazionali, evidenziando l’importanza di un intervento coordinato e strutturato per garantire che ogni persona, anche in carcere, possa accedere ai diritti fondamentali.

I numeri del sovraffollamento carcerario

Situazione attuale delle carceri italiane

Secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero della Giustizia, al 31 luglio 2024, i 189 istituti di pena in Italia ospitavano 61.133 detenuti, di cui 2.682 donne, inclusi 21 detenuti con figli. Inoltre, i dati registrano un sovraffollamento che supera il 144% in alcune regioni, mettendo ulteriormente in evidenza l’urgenza di interventi strutturali. La Regione Puglia, ad esempio, presenta un tasso di occupazione del 144%, mentre altre come Lombardia e Friuli-Venezia Giulia registrano tassi elevati.

Queste cifre drammatiche raccontano una condizione generale insostenibile, dove la vita all’interno delle celle è fortemente compromessa. L’esigenza di un’attenzione specifica da parte delle ASL diventa un imperativo categorico, se si desidera porre fine a questa spirale di violazione dei diritti umani e migliorare le condizioni di salute dei detenuti.

Effetti sulla salute mentale e fisica

Le conseguenze di tale sovraffollamento sulla salute mentale e fisica dei detenuti sono devastanti. L’associazione denuncia continuamente le condizioni di stress estremo cui sono sottoposti gli individui in carcere, in un contesto dove le risorse sono già scarse. La situazione è aggravata da carenze igieniche che possono dar vita a epidemie e infezioni. Le conseguenze si riflettono non solo sulla vita dei detenuti, ma anche sul personale penitenziario, che si trova a lavorare in un ambiente insostenibile e precario.

Con questa iniziativa, l’Associazione Luca Coscioni intende inviare un messaggio chiaro sulla necessità di garantire diritti universali a tutti, a prescindere dal loro stato di detenzione, e sulla responsabilità che le istituzioni hanno nel garantire la salute pubblica anche all’interno delle carceri.

Giordana Bellante

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