Lazio colpito da allerta siccità: il bilancio idrico è il peggiore degli ultimi 25 anni - Occhioche.it
La regione Lazio sta attraversando un periodo critico a causa della siccità, come riportato nel bollettino settimanale dell’ANBI. La situazione idrica è particolarmente allarmante, soprattutto nella provincia di Roma e lungo la dorsale appenninica, tradizionalmente caratterizzata da fonti d’acqua. La prolungata assenza di precipitazioni potrebbe avere gravi conseguenze sulla disponibilità di acqua potabile e sull’agricoltura locale.
Secondo il bollettino dell’ANBI, il bilancio idrico per l’anno in corso nella provincia di Roma è il più critico degli ultimi 25 anni. Le risorse idriche si stanno esaurendo, e la situazione è particolarmente preoccupante per quanto riguarda gli acquiferi che alimentano la Capitale. Le portate degli acquiferi, come quella del Peschiera, sono stabili a livelli estremamente bassi, inferiori rispetto a quelli già critici del decennio scorso. Questo vuol dire che, sebbene finora non siano state adottate misure di emergenza sul fronte delle erogazioni, il perdurare di condizioni climatiche sfavorevoli potrebbe rendere inevitabile un intervento straordinario.
Massimo Gargano, direttore generale dell’ANBI, ha sottolineato come Roma si sia attrezzata dopo l’emergenza idrica di pochi anni fa, diversificando le fonti di approvvigionamento. Tuttavia, è fondamentale considerare che la Capitale è il più grande comune agricolo d’Europa, mettendo in evidenza le necessità irrigue e le potenziali conseguenze economiche di questa crisi. Una diminuzione dell’acqua disponibile potrebbe influenzare non solo l’acqua potabile, ma anche le attività agricole, aumentando il rischio di incendi in un contesto di deterioramento delle condizioni ambientali.
Recentemente, la regione Lazio ha osservato un ulteriore calo del livello del lago di Nemi, con un decremento di 4 centimetri, e una diminuzione delle portate dei fiumi Fiora e Velino. Questi corsi d’acqua sono cruciali per l’approvvigionamento di acqua nella Capitale e nelle aree circostanti. A Roma, il fiume Tevere si mantiene ai minimi storici, con portate inferiori a 80 metri cubi al secondo, rispetto a una media di oltre 130. Questa situazione favorisce l’intrusione salina alla foce, mettendo a rischio i prelievi irrigui in una zona fortemente dedicata all’agricoltura.
La provincia di Frosinone non è esente da tali problematiche. Le precipitazioni medie nel corso dell’anno idrologico sono risultate inferiori a quelle di un altro anno siccitoso, il 2017, durante i mesi di Giugno, Aprile, Gennaio, Ottobre e Settembre 2023. Questo ha portato a una crisi idrica per quasi la metà delle fonti di approvvigionamento principali in questa area, aggravando ulteriormente la situazione già difficile nel Lazio.
In sintesi, la regione Lazio si trova di fronte a una delle sfide idriche più gravi degli ultimi decenni, richiedendo un attento monitoraggio e possibili misure di intervento per garantire un approvvigionamento sufficiente per le esigenze umane e agricole.
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