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Lazio: la crisi del centrodestra si inasprisce, il consiglio regionale resta fermo da agosto

La situazione politica del centrodestra nel Lazio continua a vivere un periodo di stallo, con la trattativa interna che sembra non trovare via d’uscita. Nonostante le promesse del presidente della Regione Francesco Rocca di risolvere la questione entro la scorsa settimana, il consiglio regionale rimane virtualmente sospeso, senza convocazioni dall’inizio di agosto. La mancanza di un accordo, principalmente riguardante le nomine e le poltrone all’interno della giunta, solleva interrogativi sulla stabilità della maggioranza e sulle conseguenze per l’amministrazione regionale.

La questione delle poltrone nel centrodestra

Forze in gioco tra forze politiche

All’interno del centrodestra laziale, Forza Italia e Lega si contendono posizioni strategiche nella giunta regionale. Attualmente, Forza Italia può contare su sette consiglieri e due assessori, mentre la Lega, nonostante la sua presenza, ha solo un consigliere. Le recenti defezioni di Pino Cangemi e Angelo Tripodi, passati a Forza Italia, hanno alterato significativamente gli equilibri di potere, lasciando il senatore Claudio Fazzone a chiedere maggior rappresentanza per il suo partito. Questa tensione interna spinge le due forze politiche a ricercare una soluzione che possa accontentare entrambe le parti coinvolte.

Le richieste di rappresentanza

Le richieste avanzate da Forza Italia non si limitano a una ridistribuzione delle poltrone, ma mirano a ottenere almeno un assessorato di rilievo o la vicepresidenza attualmente occupata da Roberta Angelilli. In alternativa, un altro obiettivo strategico è rappresentato dalla presidenza del consiglio, attualmente nelle mani di Antonello Aurigemma. La situazione appare complessa: il ritardo nelle riforme e le dinamiche interne suscitano preoccupazioni, alimentando la crisi iniziata nei primi mesi del 2024.

Assessori nel mirino e dinamiche interne

La situazione di Pasquale Ciacciarelli

Nella serie di nomine da rivedere, il nome di Pasquale Ciacciarelli, assessore leghista con deleghe a urbanistica e politiche abitative, era emerso come una possibile vittima del rimpasto. Tuttavia, la sua recente capacità di portare avanti importanti progetti ha rafforzato la sua posizione. Gran parte del merito va alla semplificazione urbanistica e all’ampliamento della Città Giudiziaria, che hanno contribuito a guadagnare consensi significativi per la Lega.

La figura di Elena Palazzo

Con il focus diventato, almeno temporaneamente, su nuovi obiettivi, altri assessori come Elena Palazzo, responsabile per sport, ambiente e turismo, sono ora nel mirino. Negli ambienti di Fratelli d’Italia vengono sollevate voci circa possibili modifiche al suo ruolo, anche se rappresentanti di Forza Italia hanno smentito tali affermazioni. Questo clima di incertezza alimenta ulteriormente le tensioni politiche all’interno della giunta laziale.

Il consiglio regionale fermo da agosto

Comunicazione interrotta tra le forze politiche

Nonostante reiterate richieste di convocazione, il consiglio regionale del Lazio resta fermo da oltre due mesi, con conseguenze dirette sul suo funzionamento. Forza Italia ha risposto all’assenza di un dialogo costruttivo boicottando le commissioni, mentre il capogruppo Simeoni non approva la calendarizzazione delle sedute consiliari. La presenza discontinua dei due assessori di Forza Italia, Regimenti e Schiboni, alle riunioni della giunta ha ulteriormente complicato la situazione.

Richieste delle opposizioni

La difficoltà di giungere a un accordo è ulteriormente evidenziata dalle opposizioni, che si preparano a una protesta per il 25 settembre. I rappresentanti di partiti come il PD, il Movimento 5 Stelle e altri gruppi politici hanno espresso la necessità di un intervento del presidente Rocca per superare questa fase stagnante. Chiedono che Aurigemma convochi immediatamente l’Aula per chiarire le prospettive future e tornare a occuparsi delle problematiche reali dei cittadini.

Scenari futuri e possibili evoluzioni

Conseguenze per la giunta regionale

L’ipotesi che Rocca non possa soddisfare le richieste di Forza Italia apre a scenari preoccupanti per l’assetto della giunta. La mancanza di consenso porterebbe non solo a una mancanza di numero legale in aula, ma potrebbe anche compromettere gravemente l’appoggio esterno fondamentale per la stabilità del governo regionale. Se i due assessori di Forza Italia decidessero di lasciare il loro incarico, si profilerebbe una crisi politica significativa, con persino il rischio di un cambiamento di direzione per l’amministrazione regionale da qui a poco meno di due anni dal suo avvio.

Redazione

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