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L’importanza rivoluzionaria dell’immunoterapia per il tumore del seno triplo negativo: risultati promettenti dall’Esmo 2023

Un progresso significativo nella lotta contro il tumore del seno triplo negativo è stato presentato al congresso della Società europea di oncologia medica a Barcellona. Con la partecipazione di oltre 37mila oncologi da tutto il mondo, lo studio di fase 3 Keynote-522 ha evidenziato i benefici dell’immunoterapia, in particolare del farmaco pembrolizumab, sia prima che dopo l’intervento chirurgico. Questi risultati gettano una nuova luce sulla lotta contro una delle forme più aggressive di carcinoma mammario.

Scoperta fondamentale nella terapia del carcinoma mammario

Il ruolo di pembrolizumab e chemioterapia

Lo studio Keynote-522 segna un passo avanti cruciale nella cura del carcinoma mammario triplo negativo, un tipo di cancro che non presenta recettori per gli estrogeni, il progesterone o la proteina Her2. Questo studio ha dimostrato che l’uso dell’immunoterapia in associazione a trattamenti chemioterapici precedenti e successivi all’intervento chirurgico riduce il rischio di morte del 34% rispetto a un regime standard di chemioterapia con placebo. Quest’approccio innovativo ha modificato la pratica clinica, tracciando un nuovo percorso per le pazienti affette da questo tipo di tumore.

Il tasso di sopravvivenza globale a cinque anni registrato nello studio è stato del 86,6% tra le pazienti trattate con pembrolizumab rispetto all’81,7% tra quelle che hanno ricevuto il regime chemioterapia-placebo. Questi risultati rappresentano un cambiamento sostanziale per le pazienti con stadio iniziale di malattia ad alto rischio, dimostrando l’efficacia dell’immunoterapia in contesti in cui le opzioni terapeutiche erano storicamente limitate.

L’impatto nella pratica clinica

Con i risultati dello studio Keynote-522, il panorama terapeutico per il carcinoma mammario triplo negativo sta cambiando radicalmente. Gli esperti esprimono un consenso crescente sull’importanza di integrare l’immunoterapia nei protocolli di trattamento standard. Questa evoluzione non è solo una questione di cifre, ma rappresenta una vera e propria speranza per milioni di donne che affrontano questa patologia aggressiva.

L’adozione di approcci terapeutici che includono pembrolizumab potrebbe portare a una riduzione consistente delle recidive e un miglioramento significativo della qualità della vita delle pazienti, consentendo loro di affrontare questa malattia con rinnovata fiducia.

La profilassi contro il carcinoma mammario triplo negativo

Caratteristiche e sfide del tumore triplo negativo

Il carcinoma mammario triplo negativo costituisce circa il 15% dei casi di tumore al seno diagnosticati ogni anno in Italia, ossia un totale stimato di 55.900 nuovi casi nel 2023. Questa forma di carcinoma si distingue per l’assenza di recettori per gli estrogeni, il progesterone e la proteina Her2, delineando un quadro terapeutico complesso. Infatti, l’assenza di questi recettori ha storicamente limitato le opzioni di trattamento alle sole tecnologie tradizionali, come la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia, senza possibilità di ricorrere a terapie ormonali.

La problematica principale del carcinoma mammario triplo negativo è la sua aggressività. I medici e i ricercatori avvertono che il rischio di ricaduta aumenta significativamente a partire dalla diagnosi, con effetti devastanti che si manifestano soprattutto nei primi tre anni. Pertanto, le nuove opzioni di trattamento offerte dall’immunoterapia possono rivelarsi cruciali per il miglioramento del percorso terapeutico e della prognosi.

Il coordinamento multidisciplinare nelle breast unit

L’integrazione dell’immunoterapia rappresenta un’opportunità che non deve essere sottovalutata, ma per massimizzare i benefici è fondamentale un approccio multidisciplinare. Le Breast Unit, ovvero centri specializzati nella cura del carcinoma mammario, sono cruciali per garantire un trattamento adeguato. Questi centri favoriscono la collaborazione tra diverse figure professionali, assicurando un elevato livello di specializzazione e qualità nella cura delle pazienti.

Un team di esperti può ottimizzare i percorsi diagnostico-terapeutici, garantendo tempestività e coerenza nel trattamento. È particolarmente importante, inoltre, fornire percorsi di preservazione della fertilità per quelle donne giovani colpite dal carcinoma mammario triplo negativo, evidenziando l’importanza di un approccio olistico e personalizzato.

I risultati del Keynote-522 non solo infondono speranza nell’affrontare un cancro così difficile, ma rafforzano l’urgenza di unire le forze in un campo in perpetuo cambiamento, dove la scienza e la medicina possono davvero fare la differenza.

Giordana Bellante

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