Ultimo aggiornamento il 6 Settembre 2024 by Giordana Bellante
La violenza del maltempo che ha colpito Roma il 3 settembre ha causato notevoli danni, non solo sulle strade ma anche nei giardini e nei parchi storici della Capitale. Tra le aree più colpite vi è Villa Pamphilj, uno dei polmoni verdi più importanti della città. Il 5 settembre, un team di volontari ha avviato un’operazione di monitoraggio per valutare la situazione, scoprendo danni significativi causati da un fenomeno meteorologico noto come downburst. Questo articolo esplora i danni subiti dal verde pubblico romano e l’impegno degli attivisti per la salvaguardia degli alberi.
L’impatto devastante del downburst a Villa Pamphilj
L’evento atmosferico che ha interessato Roma a inizio settembre ha avuto conseguenze gravi per la salute del patrimonio arboreo di Villa Pamphilj. Fino a quell’ignoto giorno, gli alberi rappresentavano un elemento di bellezza e biodiversità. Tuttavia, il maltempo ha letteralmente spazzato via parte di questo patrimonio. Secondo i volontari dell’associazione “Per Villa Pamphilj”, la mattina del 5 settembre è stato effettuato un sopralluogo approfondito, dal quale è emerso che molti dei grossi rami degli alberi erano stati dislocati e alcuni alberi erano addirittura stati sradicati.
I momenti di verifica hanno rivelato la gravità della situazione: “Siamo di fronte a rami spezzati e alberi abbattuti, alcuni dei quali erano già molto indeboliti da malattie e infestazioni,” hanno affermato gli attivisti. L’osservazione ha messo in luce che i resti degli alberi raccontano una storia di sofferenza. In effetti, le immagini degli alberi colpiti hanno rivelato grossi buchi nel tronco, sintomo delle patologie che affliggevano il verde pubblico.
Attività di monitoraggio e pulizia
I volontari, affiancati dal personale del servizio giardini di Roma, si sono attivati tempestivamente per far fronte al disastro ambientale. L’operazione di pulizia ha incluso il sezionamento dei tronchi e la rimozione di ogni fronda che bloccava i percorsi pedonali all’interno del parco. Questo intervento è stato cruciale non solo per ripristinare l’accessibilità, ma anche per garantire la sicurezza di chi frequenta quotidianamente l’area.
Il lavoro dei volontari dimostra un forte impegno nella tutela dell’ambiente e del patrimonio verde della Capitale. La loro presenza e azione solerte, infatti, evidenziano quanto il coinvolgimento della comunità sia fondamentale nella gestione delle risorse naturali e nella salvaguardia del patrimonio storico e culturale.
Il bilancio dei danni e le prospettive future
L’analisi condotta dall’Assessorato all’Ambiente ha fornito dettagli più precisi sul bilancio dei danni. A Villa Pamphilj, ben 13 alberi sono stati identificati come sottoposti a maggior rischio e distruzione a causa del nubifragio. Secondo le dichiarazioni ufficiali, tra gli alberi crollati si contano “9 lecci situati nella zona di via del Casino Algardi e dei Caduti francesi,” insieme a un pino e un leccio nella parte storica della pineta del Giglio, oltre a due lauri.
Questi dati mettono in luce l’entità del disastro ecologico e rivelano anche che tutte le alberature colpite necessitano di attenzione. Questi alberi, già compromessi da parassiti, avranno bisogno di essere sostituiti, come previsto dalle normative vigenti sul verde pubblico. Si tratta di un passo necessario per la riqualificazione degli spazi verdi e la restituzione di Villa Pamphilj alla sua bellezza originaria.
L’ente pubblico è quindi chiamato non solo a riparare i danni immediati, ma anche a riflettere su una strategia a lungo termine per la salute degli alberi e la preservazione dell’ecosistema urbano, affinché eventi simili non compromettano in futuro un patrimonio così prezioso per la comunità e la cultura di Roma.