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Maurizio Fugatti revoca l’ordinanza di abbattimento dell’orsa Kj1 dopo il parere dell’Ispra

Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha preso una decisione attesa e controversa in merito all’orsa Kj1, responsabile del ferimento di un turista francese nei boschi di Dro. Dopo la sospensione delle precedenti ordinanze da parte del Tar, Fugatti ha annunciato la revoca delle prime due ordinanze, evidenziando il cambiamento delle circostanze e la mancanza di necessità di interventi drasticici. La situazione ha suscitato un ampio dibattito sull’equilibrio tra sicurezza pubblica e salvaguardia della fauna selvatica.

La revoca delle ordinanze: il nuovo corso del presidente Fugatti

Riconsiderazione della sicurezza pubblica

La notizia della revoca delle ordinanze, che prevedevano l’abbattimento dell’orsa Kj1, è stata comunicata dallo stesso Fugatti. Nella sua dichiarazione, il presidente ha sottolineato che “è venuta meno l’esigenza di tutelare la sicurezza e l’incolumità pubblica tramite lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente”. Questa affermazione segna un cambiamento significativo nell’approccio della provincia nei confronti della gestione della fauna selvatica, in particolare di specie come gli orsi, il cui comportamento può risultare imprevedibile.

Riscontro dell’Ispra

Il cambiamento di rotta di Fugatti è supportato dal recente parere “non negativo” fornito dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale . Questo parere ha fornito una nuova base di valutazione per la questione, suggerendo che non è più necessario adottare misure estreme come l’abbattimento di esemplari di orso. Sebbene non siano stati adottati provvedimenti in merito, la disponibilità di un parere tecnico rappresenta un fattore cruciale per future decisioni.

Le implicazioni della decisione: tra ambiente e sicurezza

Impatto sulla fauna selvatica

La decisione di Fugatti non riguarda solamente un singolo caso, ma ha ripercussioni significative sull’intera gestione della fauna selvatica nelle aree montane trentine. Gli orsi, seppur possano rappresentare un rischio in situazioni di conflitto con l’uomo, sono anche una specie protetta e il loro abbattimento solleva questioni etiche e legali. La revoca dell’ordinanza potrebbe favorire un approccio più rispettoso della biodiversità, peraltro in linea con le normative europee sulla protezione delle specie selvatiche.

Riflessioni sul futuro della gestione degli orsi

La decisione di non procedere con l’abbattimento dell’orsa Kj1 invita a riflessioni più ampie sulla gestione della convivenza tra l’uomo e gli animali selvatici. È fondamentale trovare modalità efficaci di prevenzione e gestione dei conflitti, attraverso educazione e informazione della popolazione, soprattutto in aree in cui la presenza di fauna selvatica è consistente. Un dialogo costante tra le autorità locali, esperti di fauna selvatica e comunità locali potrebbe portare a soluzioni che bilanciano sicurezza e conservazione.

La prossima mossa: le aspettative future

Attesa di un decreto ufficiale

Sebbene l’ordinanza sia stata revocata, l’attesa di un decreto ufficiale rimane in sospeso. La presenza di un parere dell’Ispra non implica automaticamente l’adozione di un nuovo provvedimento, ma rappresenta un passo necessario per garantire che ogni futura azione sia giustificata e misurata. Le autorità provinciali dovranno ora considerare il percorso migliore per affrontare la situazione e gestire gli effetti della presenza dell’orsa Kj1, così come le preoccupazioni espresse dalla popolazione locale.

Monitoraggio e comunicazione

La gestione della situazione necessiterà anche di un monitoraggio continuo, così come di un’efficace comunicazione con la cittadinanza. È essenziale che i residenti delle aree montane siano informati sui comportamenti da adottare in caso di incontri con la fauna selvatica, al fine di ridurre il rischio di incidenti e conflitti. In questo contesto, le politiche di gestione faunistica dovranno essere sviluppate in modo da coinvolgere attivamente la comunità locale, promuovendo un approccio di cooperazione e prevenzione.

Luisa Pizzardi

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