Maxi sequestro da 200 milioni di euro per i fratelli Pellini: colpito l'impero economico nel settore dei rifiuti - Occhioche.it
Un’operazione di vasta portata da parte delle forze dell’ordine italiane ha portato al sequestro di beni per un valore di 200 milioni di euro appartenenti ai fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, imprenditori di Acerra, in provincia di Napoli. tre fratelli sono attivi in diversi settori economici, ma la loro attività principale riguarda la gestione del recupero, smaltimento e riciclaggio di rifiuti urbani e industriali.
‘operazione che ha portato al sequestro dei beni dei fratelli Pellini è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli. La notifica del provvedimento è stata contestuale a un ordine di dissequestro e restituzione emesso dalla Cassazione, a dimostrazione della complessità delle indagini e delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto i tre imprenditori negli ultimi anni.
Il nuovo decreto di sequestro, emesso dalla sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, fa riferimento a presunte attività illecite condotte dai fratelli Pellini nel loro impero economico. In particolare, le indagini si sono concentrate sul settore dei rifiuti, dove i tre imprenditori operano attraverso diverse società.
La famiglia Pellini è attiva in diversi settori economici, ma la loro attività principale riguarda la gestione del recupero, smaltimento e riciclaggio di rifiuti urbani e industriali. Le società controllate dai fratelli Pellini operano a diversi livelli nella filiera dei rifiuti, dalla raccolta al trattamento, fino al recupero e allo smaltimento.
Il sequestro disposto dal Tribunale di Napoli ha riguardato un patrimonio di notevole valore, stimato in circa 200 milioni di euro. beni sequestrati includono aziende, terreni, immobili e conti correnti, che apparterrebbero ai fratelli Pellini o alle società da loro controllate.
Il maxi sequestro disposto dalle autorità giudiziarie rappresenta un duro colpo per l’attività economica dei fratelli Pellini. Le società coinvolte nel provvedimento, infatti, potrebbero vedere compromessa la loro operatività a causa del congelamento dei beni. Inoltre, il sequestro potrebbe rappresentare un primo passo verso la confisca definitiva dei beni, qualora venissero confermate le accuse mosse nei confronti dei tre imprenditori.
Le indagini si sono concentrate sulle presunte attività illecite condotte dalle società controllate dai tre imprenditori. In particolare, le accuse riguardano irregolarità nella gestione dei rifiuti, frodi fiscali e reati ambientali.
Le indagini sono ancora in corso e gli inquirenti stanno lavorando per fare piena luce sulle presunte irregolarità commesse dalle società controllate dai tre imprenditori. Nonostante il sequestro, le accuse mosse nei loro confronti dovranno ancora essere provate in sede giudiziaria.
Dopo il sequestro, le forze dell’ordine hanno espresso soddisfazione per l’operazione condotta, sottolineando l’importanza della lotta contro le attività illecite nel settore dei rifiuti e la necessità di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini.
Il maxi sequestro potrebbe avere importanti conseguenze per il territorio di Acerra, dove le società operano da anni nel settore dei rifiuti. La sospensione delle attività potrebbe causare disagi alla popolazione e mettere a rischio numerosi posti di lavoro.
Il sequestro dei beni dei fratelli Pellini rappresenta un importante passo nella lotta contro le attività illecite nel settore dei rifiuti e un segnale forte da parte delle autorità giudiziarie italiane. Tuttavia, le indagini sono ancora in corso e sarà necessario attendere gli sviluppi dell’inchiesta per avere un quadro completo delle presunte irregolarità commesse dai tre imprenditori e dalle società da loro controllate. Il territorio di Acerra rimane in attesa delle conseguenze del maxi sequestro sulle attività economiche e sulla gestione dei rifiuti nella zona.
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