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Militari Usa uccisi in Giordania: Biden affronta una decisione cruciale sulla risposta

L’uccisione di tre militari americani mette Biden in una posizione politica pericolosa

L’attacco di domenica alla base americana in Giordania, che ha causato la morte di tre militari statunitensi, ha messo il presidente Joe Biden in una posizione politica delicata. Ora, Biden deve trovare un equilibrio tra il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto tra Israele e Hamas e la necessità di mostrare fermezza nei confronti dell’Iran, accusato dai repubblicani e da Donald Trump di essere una minaccia. Biden ha promesso una risposta appropriata all’attacco, ma deve evitare un’escalation che potrebbe portare a una nuova guerra.

Gli Stati Uniti e l’opzione dell’escalation

Il portavoce del Consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, John Kirby, ha dichiarato che gli Stati Uniti faranno tutto il necessario per proteggersi e rispondere agli attacchi, ma ha sottolineato che non vogliono un’escalation del conflitto. Tuttavia, l’uccisione dei tre militari americani ha superato la “linea rossa” tracciata da Biden, secondo il generale Mark Hertling. Ci si aspetta quindi una risposta più decisa da parte degli Stati Uniti, che potrebbe coinvolgere più Paesi e più attacchi. Non è escluso che vengano presi di mira i gruppi militari in Iraq e Siria, sostenuti dall’Iran, ma sembra improbabile che Biden ordini attacchi all’interno del territorio iraniano.

Le possibili risposte agli attacchi

L’amministrazione Biden potrebbe decidere di attaccare nuovamente i gruppi militari in Iraq e Siria, prendendo di mira le milizie regionali. Tuttavia, i repubblicani del Congresso chiedono che venga colpito direttamente l’Iran, anziché i gruppi filoiraniani. Alcuni suggeriscono di colpire le infrastrutture petrolifere dell’Iran nella regione o la sua marina. Tuttavia, la maggioranza dei repubblicani non chiede di colpire obiettivi all’interno dell’Iran, ma suggerisce di colpire i Guardiani della Rivoluzione islamica in Iraq, Siria e Yemen. Dall’altro lato, i democratici esortano Biden a essere cauto e prudente nella sua risposta, evitando un’escalation del conflitto.

Il sostegno a Israele e le pressioni interne

Biden deve anche affrontare le pressioni interne, in particolare dalla sinistra democratica, che è sempre più critica nei confronti del sostegno incondizionato degli Stati Uniti ad Israele. Questa pressione è aumentata a causa della guerra a Gaza e della richiesta di un cessate il fuoco. Gruppi di elettori, come la comunità arabo-americana e i giovani, sono contrari a un allargamento del conflitto e saranno cruciali per la rielezione di Biden a novembre. La posta in gioco per Biden è diventata molto più alta, con l’escalation del conflitto che sta diventando una realtà.

Biden si trova in una posizione difficile, cercando di trovare un equilibrio tra la necessità di rispondere all’attacco e la volontà di evitare un’escalation del conflitto. Deve anche affrontare la questione dell’autorizzazione del Congresso per i raid, che alcuni ritengono necessaria. Tuttavia, secondo il portavoce della Casa Bianca, Biden ha l’autorità necessaria per rispondere all’attacco senza chiedere l’approvazione del Congresso. Il presidente ha dichiarato di aver deciso come rispondere, ma ha sottolineato che gli Stati Uniti non hanno bisogno di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.

Redazione

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