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Morte di Giuliana Faraci: indagati un medico e un infermiere, possibili errori nella terapia

La tragica morte di Giuliana Faraci, una donna di 40 anni, dopo una cena con amiche ha sollevato interrogativi sull’operato del personale sanitario. Secondo le dichiarazioni del legale della famiglia, Salvatore Mancuso, sembra che le cure appropriate non siano state somministrate, il che potrebbe aver inciso nel decesso. L’inchiesta della Procura di Patti intende accertare le responsabilità di due professionisti indagati per omicidio colposo.

La cronologia degli eventi

Giuliana Faraci ha trascorso una serata con alcune amiche il 19 luglio, durante la quale hanno consumato un pasto a base di spaghetti allo scoglio e un antipasto di frittura mista. Tuttavia, nei giorni successivi, Giuliana ha cominciato a risentire di sintomi preoccupanti. Il 20 luglio, ha manifestato febbre alta, vomito e diarrea. La situazione è degenerata al punto che la famiglia ha richiesto l’intervento del 118 il 21 luglio, ma, come riportato dai familiari, il personale non ha ritenuto necessario il ricovero in ospedale.

Il giorno seguente, Giuliana è stata trovata priva di vita dai propri cari, un’esperienza devastante che ha portato i familiari a chiedere giustizia. Le parole delle amiche che erano con lei a cena evidenziano un ulteriore elemento: tutte avevano mangiato lo stesso piatto. Questo ha sollevato interrogativi sulla possibilità di una problematicità alimentare che ha potuto influire sulla salute di Giuliana.

Le indagini e l’autopsia

L’autopsia, condotta dal medico legale Elvira Ventura Spagnolo, avrebbe escluso cause di morte come emorragie, infarto intestinale o aneurisma all’aorta. Secondo l’avvocato Mancuso, questo suggerisce che si debbano considerare altre eventualità. Il cuore della donna è stato inviato per analisi tossicologiche e istologiche, nella speranza di chiarire le cause che hanno portato al decesso.

L’avvocato ha affermato che la giovane donna potrebbe aver sofferto di una gastroenterite virale o batterica. Mancuso ha sottolineato l’importanza di segnalare come la mancanza di idratazione potrebbe aver contribuito a un arresto cardiaco, una condizione anche potenzialmente evitabile con le giuste cure. Una notizia positiva per la famiglia è che Giuliana aveva recentemente svolto un check-up cardiologico, risultato impeccabile, il che rende ancora più difficile comprendere il suo decesso.

Interrogativi sul servizio sanitario

L’intervento del 118 è ora sotto esame. Mancuso suggerisce che, considerando le severe condizioni preoccupanti in cui versava Giuliana, il personale avrebbe dovuto considerarne l’ospedalizzazione. Un’analisi del sangue, secondo il legale, avrebbe potuto rivelare un basso livello di potassio, il che potrebbe aver causato uno squilibrio idrolitico fatale. Questa mancanza di attenzione da parte dell’equipaggio del 118 ha aperto un importante dibattito sulla qualità del servizio sanitario nella zona e sull’urgenza di possibili riforme.

La ricerca della verità nella morte di Giuliana Faraci continua, e molti si chiedono quali siano le conclusive evidenze riguardanti la correlazione tra il cibo consumato e il decesso. Le indagini sono ancora in corso, e la famiglia spera che la verità venga a galla, restituendo giustizia alla giovane donna e ai suoi cari.

Redazione

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