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Necessaria una svolta semplificatrice per la politica agricola comune: le richieste dell’Italia

L’adeguamento della Politica Agricola Comune è un tema cruciale per il settore agroalimentare italiano, come evidenziato dal recente intervento del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, durante il Consiglio UE Agricoltura e Pesca. Le esigenze emerse dalle manifestazioni degli agricoltori all’inizio dell’anno e le richieste di semplificazione amministrativa pongono l’Italia in una posizione decisiva per riformare un sistema che appare sempre più complesso e appesantito dalla burocrazia.

Il contesto della politica agricola comune in Italia

La Politica Agricola Comune è un insieme di regole e strumenti sviluppati dall’Unione Europea per sostenere gli agricoltori e garantire la sicurezza alimentare. Tuttavia, il modello attuale presenta criticità nella sua attuazione che spesso si traducono in un carico burocratico eccessivo per gli operatori del settore. Alla luce delle manifestazioni di protesta degli agricoltori, il Ministro Lollobrigida ha sottolineato l’urgenza di un cambiamento che non solo faciliti il lavoro degli agricoltori, ma li aiuti anche a concentrarsi sulle pratiche agricole piuttosto che sulla gestione di pratiche burocratiche contorte.

L’Italia ha sempre svolto un ruolo di guida nella richiesta di riforme della PAC, sostenendo un approccio che valorizzi il prodotto locale e promuova la sostenibilità. Tuttavia, la necessità di semplificazione è diventata un tema centrale: secondo il ministro, l’attuale modello non riesce a rispondere efficacemente alle sfide che il settore deve affrontare. La PAC deve diventare un alleato per gli agricoltori, piuttosto che un ostacolo.

Le proposte italiane per una PAC più sostenibile

Durante il Consiglio, Lollobrigida ha delineato alcune delle proposte italiane che mirano a semplificare le modalità di attuazione della PAC. Tra queste, viene sottolineata la necessità di ridurre il numero delle informazioni minime obbligatorie per descrivere gli interventi. La semplificazione dei piani strategici è vista come un passo fondamentale, in quanto una minore complessità burocratica potrebbe generare un impatto positivo sulla produttività agricola.

Inoltre, il governo italiano chiede che le modifiche ai piani strategici possano essere effettuate attraverso procedure di notifica semplificate, in modo da agevolare l’adattamento continuo alle esigenze del mercato e favorire l’innovazione. Queste proposte sono state formulate anche alla luce della prossima scadenza di febbraio 2025, quando le capitali europee dovranno presentare a Bruxelles la relazione annuale sull’applicazione della PAC.

Preoccupazioni per il futuro della PAC

Un altro aspetto di grande rilevanza è rappresentato dalle preoccupazioni relative all’enormità dei dati che saranno necessari per la relazione da presentare a Bruxelles. Lollobrigida ha affermato che affrontare una mole così complessa di informazioni in un lasso di tempo definito rappresenta una vera e propria sfida. La necessità di pianificare adeguatamente le tempistiche e di utilizzare strumenti appropriati per la gestione dei dati è cruciale non solo per una corretta attuazione del piano strategico, ma anche per garantire la trasparenza e l’efficacia delle misure prese.

Nel panorama attuale della PAC, l’Italia si fa portavoce di istanze di semplificazione fondamentali per il futuro dell’agricoltura europea. Con il supporto della Commissione europea, la speranza è che si possa giungere a un modello più snello e funzionale, in grado di sostenere realmente gli agricoltori e promuovere un’agricoltura sostenibile e competitiva.

Redazione

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