Processo a Pietro Genovese per evasione fiscale ai domiciliari - avvisatore.it
Pietro Genovese, il giovane condannato per l’omicidio stradale di Gaia von Freymann e Camilla Romagnoli, è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Roma per l’accusa di evasione dai domiciliari. La tragica vicenda risale alla sera del 22 dicembre 2019, quando le due ragazze romane furono travolte e uccise su corso Francia. Genovese, ventenne, è stato condannato definitivamente a cinque anni e quattro mesi di carcere. Il processo è stato fissato per il prossimo 20 marzo.
Il 16 gennaio 2022, i carabinieri della compagnia Parioli si sono recati sotto casa della famiglia di Pietro Genovese, nel quartiere Trieste, per un controllo di routine. Nonostante abbiano cercato di contattarlo tramite il citofono e fossero in possesso del suo telefono cellulare, non hanno ricevuto risposta. Le telecamere di sorveglianza non hanno registrato alcuna uscita di Genovese da casa. Questo silenzio ha portato all’accusa di evasione.
In aula, l’avvocato di Pietro Genovese, Gianluca Tognozzi, ha sottolineato la mancanza di prove concrete riguardo all’accusa di evasione. Secondo l’avvocato, non esistono registrazioni delle telecamere di sicurezza che mostrano Genovese uscire dall’abitazione. Tognozzi ha dichiarato: “Non c’è alcuna immagine delle telecamere a circuito chiuso in cui Genovese è ripreso mentre esce di casa. Non c’è prova di evasione”.
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