Protesta dei genitori a Giugliano: via alla richiesta di catechismo altrove a causa della prostituzione

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Protesta dei genitori a Giugliano: via alla richiesta di catechismo altrove a causa della prostituzione - Occhioche.it

Ultimo aggiornamento il 14 Agosto 2024 by Redazione

La situazione di degrado lungo le strade di Giugliano, un comune situato alle porte di Napoli, ha attirato l’attenzione dei genitori di bambini in età da comunione. L’area, in particolare la strada che conduce alla parrocchia di San Matteo, è diventata teatro di attività di prostituzione, creando preoccupazione tra le famiglie che chiedono di spostare il catechismo per proteggere i propri figli da incontri indesiderati. La richiesta è stata rivolta al sacerdote don Massimo Condidorio, il quale ha comunque cercato di preservare il senso di comunità.

Il contesto della parrocchia di San Matteo

Un punto di riferimento nella comunità

La parrocchia di San Matteo rappresenta un importante punto di riferimento per i residenti del borgo Riccio, a Giugliano. Questa comunità, che si estende dal confine con Qualiano fino a Lago Patria, ha visto nel corso degli anni un costante impegno da parte del clero nel coinvolgere i giovani e le famiglie in attività sociali e religiose. Recentemente, la parrocchia ha messo a disposizione un campo di calcetto, concepito per favorire l’interazione tra i ragazzi del quartiere e promuovere uno stile di vita attivo e salutare.

Le recenti iniziative del parroco

Il parroco, don Massimo Condidorio, ha avuto un ruolo significativo nel rafforzare il legame con la comunità locale. Le attività promosse dalla parrocchia sono mirate a contrastare non solo la disaffezione dei giovani, ma anche a migliorare l’ambiente circostante, spesso colpito da episodi di degrado urbano. Lo scorso mese, don Massimo e alcuni volontari hanno ripulito la strada adiacente alla parrocchia dai rifiuti abbandonati, tentando di restituire dignità e bellezza all’area.

La preoccupazione dei genitori

Una realtà difficile da ignorare

Le lamentele dei genitori sono emerse con forza nell’ultimo periodo, influenzate dalla presenza di prostituzione che caratterizza la strada che porta alla parrocchia. I genitori si sentono in dovere di agire per tutelare la sicurezza dei propri figli e per prevenire che si imbattono in scene sgradevoli. “Non possiamo tollerare che i nostri figli debbano assistere a tutto ciò”, queste le parole commentate durante una delle riunioni in cui è stata manifestata la volontà di richiedere il “nulla osta” per la frequenza del catechismo in altre chiese, anche se distante.

L’appello del sacerdote

Don Massimo ha risposto a queste preoccupazioni, sottolineando l’importanza della comunità parrocchiale. Ha avvertito che allontanare i bambini da San Matteo potrebbe svilirne il senso di appartenenza e comunità che la parrocchia ha sempre cercato di coltivare. Un atto di solidarietà e unione che i genitori sono comunque invitati a considerare per sostenere l’azione del parroco e contribuire al cambiamento che si desidera vedere nella zona.

Le problematiche legate alla prostituzione e al degrado urbano

Un fenomeno lamentato da anni

La questione della prostituzione e del degrado urbano è un problema di lunga data a Giugliano. Gli avvertimenti lanciati dai predecessori di don Massimo sono testimonianza di un fenomeno che continua a impattare negativamente tanto le famiglie quanto la salute pubblica. Negli ultimi anni, la parrocchia ha cercato di implementare misure e azioni per arginare queste problematiche, organizzando eventi e campagne di sensibilizzazione.

L’impatto sulla comunità

In aggiunta agli sforzi per sensibilizzare riguardo la prostituzione, ci sono gli effetti collaterali legati alla gestione dei rifiuti. Don Massimo e i fedeli hanno denunciato, attraverso i social media, i continui roghi di rifiuti che generano fumi tossici, influenzando negativamente la qualità dell’aria e la vita quotidiana degli abitanti. Gli sforzi collettivi per rendere l’ambiente circostante più salubre risultano, quindi, un argine necessario contro il degrado che minaccia la comunità.

La risposta della parrocchia e delle famiglie è esemplare di come esercitare un’azione comunitaria per ritrovare valore nel proprio territorio, con la speranza che uniti si possa affrontare un problema complesso e radicato nel tempo.

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