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Ricordo e polemiche nel 44° anniversario della strage di Bologna e prossima commemorazione dell’Italicus

La memoria storica di eventi tragici come la strage alla stazione di Bologna del 1980 e l’attentato al treno Italicus del 1974 si intreccia con la cronaca attuale, evocando sentimenti di lutto e giustizia non ancora ottenuta. Mentre il 2 agosto segna l’anniversario della strage che ha strappato la vita a 85 persone, il 4 agosto si celebra il cinquantesimo dell’attacco sul treno Roma-Monaco, che provocò 12 morti e 48 feriti. Nel contesto di queste commemorazioni, le famiglie delle vittime continuano a lottare per la verità e la giustizia.

La strage di Bologna: un tragico bilancio

I fatti del 2 agosto 1980

La strage alla stazione di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980, rimane uno dei momenti più bui della storia italiana. Un attentato terroristico avvenuto in piena estate causò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200. L’esplosione avvenne alle ore 10:25 nella sala d’attesa centrale, un luogo affollato da viaggiatori. Le vittime, di varia età e provenienza, rappresentano una fascia eterogenea della società italiana.

L’impatto sociale ed emotivo

Il ricordo di quel tragico giorno continua a suscitare indignazione e una ricerca accanita di giustizia. Molti familiari, come il fratello di Silver Sirotti, controllore morto mentre cercava di soccorrere i passeggeri, denunciano l’assenza di un’associazione che tuteli i diritti delle vittime e il silenzio della giustizia italiana. Le parole del fratello di Silver, pronunciate a Repubblica Bologna, evidenziano un frustrante stallo nelle indagini, rimaste in sospeso senza colpevoli.

L’attentato all’Italicus: un’enigma senza responsabili

Cronologia dell’attentato

Il 4 agosto 1974, all’1:23, una bomba esplose a bordo del treno Espresso 1486, in transito tra Roma e Monaco, nel tratto di San Benedetto Val di Sambro. L’ordigno, rivendicato da Ordine Nero, causò la morte di 12 persone, tra cui tre turisti stranieri, e il ferimento di 48. Il tragico bilancio è risultato ancora più drammatico quando si considera la giovane età delle vittime, che andavano dai 14 ai 70 anni.

Un’assenza di giustizia

Malgrado le rivendicazioni, i responsabili dell’attentato non sono mai stati identificati. A tale riguardo, le sentenze di assoluzione degli imputati, tra cui figure di spicco del neofascismo, hanno alimentato una sensazione di impotenza tra i familiari delle vittime. La Suprema Corte ha giustificato le assoluzioni sulla base di una mancanza di prove concrete, generando un clima di sfiducia nelle istituzioni. La questione del segreto di Stato e i depistaggi continuano a gettare ombre su un capitolo di dolore mai completamente risolto.

Il ricordo delle vittime e la lotta per la verità

Eventi commemorativi

Alla luce degli anniversari che ricorrono in questi giorni, le commemorazioni hanno assunto un significato non solo di ricordo, ma anche di lotta per la giustizia. Nel giardino pubblico dedicato a Silver Sirotti a Forlì, una cerimonia è prevista per il 4 agosto, alla presenza di autorità locali e familiari, simbolo di un impegno collettivo a non dimenticare.

L’appello per la verità

Durante la Giornata in memoria delle vittime del terrorismo, il fratello di Silver ha lanciato un appello significativo, incoraggiando la revisione dei segreti di Stato su tutte le stragi. Con il supporto di un pool di avvocati, la famiglia spera in una riapertura delle indagini, nonostante le sfide legali e burocratiche. Questa determinazione dei familiari a mantenere accesi i riflettori su queste tragedie rappresenta un’importante iniziativa per onorare la memoria di quanti hanno perso la vita.

La memoria è un diritto e una responsabilità. È fondamentale continuare a fare luce su eventi come quelli di Bologna e dell’Italicus, non solo per rendere giustizia alle vittime ma anche per garantire che simili atrocità non si ripetano in futuro.

Luisa Pizzardi

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