Roma Capitale: nuove regole per i dipendenti, focus su disconnessione e utilizzo dei social media

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Roma Capitale: nuove regole per i dipendenti, focus su disconnessione e utilizzo dei social media - Occhioche.it

Ultimo aggiornamento il 3 Settembre 2024 by Luisa Pizzardi

Il nuovo codice di comportamento che Roma Capitale sta per approvare per i suoi oltre 20.000 dipendenti introduce importanti novità sul diritto alla disconnessione, sulla gestione del lavoro a distanza e sull’utilizzo dei social media. Queste disposizioni, presentate dall’amministrazione comunale, mirano a garantire una maggiore chiarezza nei rapporti lavorativi e nella comunicazione, ponendo l’accento su regole più stringenti e un approccio più garantista per i dipendenti.

Le nuove norme per i dipendenti di Roma Capitale

La delibera, redatta nel mese di agosto, è stata inviata a tutti gli oltre 20.000 dipendenti di Roma Capitale e anticipa un accordo definitivo sul lavoro agile, previsto per i prossimi 40-50 giorni. Questo nuovo codice di comportamento prende il posto di quello adottato nel dicembre del 2016 dall’allora giunta Raggi, mantenendone la struttura di base ma introducendo modifiche significative in risposta al cambiamento delle dinamiche lavorative e delle esigenze contemporanee.

Il nuovo documento si concentra su diversi aspetti, spaziando dal lavoro a distanza ai comportamenti da tenere nei confronti dell’amministrazione, evidenziando la necessità di adattarsi a un contesto lavorativo in continua evoluzione. Le nuove norme sono state concepite non solo per migliorare la qualità del lavoro dei dipendenti, ma anche per garantire una maggiore efficienza dell’intero apparato amministrativo.

Gestione del lavoro a distanza: regole chiare

Il codice di comportamento prevede specifiche disposizioni per il personale che opera in modalità lavorativa a distanza, evidenziando un cambiamento rispetto a pratiche precedenti. L’articolo 20 stabilisce che i dipendenti impiegati in smart working avranno diritto a due giorni di lavoro agile e dovranno garantire la propria reperibilità durante l’orario lavorativo. La norma indica chiaramente che la mancata risposta a comunicazioni ricevute può essere interpretata come assenza ingiustificata, soggetta a procedure disciplinari.

Queste misure mirano a mantenere alti standard di efficienza e responsabilità anche nel lavoro a distanza. Le nuove regole stabiliscono orari di contattabilità previsti dalle 7:30 alle 19:30, con l’intento di garantire che i dipendenti siano disponibili per comunicazioni durante l’orario lavorativo. Ciò rappresenta un passo significativo verso un utilizzo più strutturato dello smart working, contribuendo a delineare un equilibrio tra flessibilità lavorativa e presenza aziendale.

Utilizzo dei social media: un freno alle critiche

Un altro aspetto cruciale del nuovo codice riguarda l’utilizzo dei social media da parte dei dipendenti. La giunta Gualtieri, insieme all’assessore Andrea Catarci, ha introdotto misure più severe riguardanti la comunicazione degli impiegati con l’esterno. Infatti, i dipendenti non saranno più autorizzati a esprimere pubblicamente opinioni critiche sull’amministrazione attraverso i social network. La normativa invita i lavoratori a segnalare eventuali problematiche utilizzando i canali ufficiali interni, evitando di esporre le loro lamentele in modo pubblico.

Questa disposizione ha suscitato animati dibattiti, in quanto molti vedono in essa un atteggiamento proibitivo nei confronti della libertà di espressione. Pertanto, i dipendenti saranno obbligati a dimostrare cautela nel formulare giudizi che possano dare un’immagine negativa della propria amministrazione, contribuendo a un ambiente di lavoro che favorisca la riservatezza e la disciplina.

Maggior garantismo per i lavoratori in difficoltà

Il nuovo codice introduce una maggiore protezione per i dipendenti coinvolti in problematiche legali, modificando la precedente norma che escludeva i dipendenti rinviati a giudizio da ruoli di responsabilità. Ora, per essere esclusi da determinati incarichi, è necessaria una condanna di primo grado. Questa modifica, introdotta per tutelare i lavoratori da possibili discriminazioni, vuole garantire maggiore equità e è stata accolta con interesse nell’ambiente lavorativo.

Ciò significa che i dipendenti non saranno automaticamente esclusi da ruoli chiave mentre sono coinvolti in una controversia legale, a meno che non ci sia un provvedimento giuridico definitivo. Questo cambiamento è considerato un passo verso un sistema di lavoro più giusto, in cui il principio di presunzione di innocenza è rispettato e i diritti dei lavoratori sono maggiormente tutelati.

Reazioni e polemiche: il dibattito politico

Le nuove norme hanno sollevato polemiche, in particolare da parte dell’opposizione, che ha definito il codice come una “legge-bavaglio“. Antonio De Santis, ex assessore al bilancio della giunta Raggi, ha criticato le restrizioni imposte ai dipendenti, sostenendo che tali normative limitano la trasparenza e la libertà di espressione all’interno dell’amministrazione pubblica. Secondo De Santis, le regole attuali promuovono un clima di silenzio, contrariamente a quanto auspicato da una Pubblica Amministrazione moderna.

Tuttavia, l’assessore Catarci ha difeso fermamente il nuovo codice, sostenendo che le misure erano già presenti in norme precedenti e seguono direttive stabilite da leggi nazionali. L’assessore ha anche enfatizzato la natura collaborazione del processo di elaborazione delle nuove regole, che ha visto il coinvolgimento di diverse parti interessate e dei sindacati, sottolineando l’importanza di un approccio partecipativo.

Futuro del lavoro a distanza: buone nuove in arrivo

Un annuncio recente ha confermato che a breve verrà approvato un regolamento sul lavoro a distanza che si allinea con queste nuove politiche. Catarci ha comunicato che nei prossimi mesi si terranno incontri per finalizzare le modalità di implementazione dello smart working, con l’obiettivo di un’efficace diffusione e regolamentazione delle pratiche di lavoro a distanza.

Le nuove regole intendono standardizzare le procedure e assicurare una gestione omogenea del lavoro a distanza all’interno delle oltre 40 strutture operative di Roma Capitale. Questi sviluppi sono attesi con interesse, poiché potrebbero portare a una radicale ristrutturazione delle modalità lavorative nella pubblica amministrazione, favorendo una maggiore flessibilità e un miglioramento generale delle condizioni di lavoro.

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