Roma chiude il primo campo rom di via Cesare Lombroso: una storica iniziativa per l'integrazione - Occhioche.it
Oggi segna una significativa svolta per la capitale italiana. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha annunciato la chiusura del primo campo rom, quello situato in via Cesare Lombroso. Questa è la prima volta nella storia della città che un campo viene chiuso senza l’intervento della forza pubblica e senza un’ordinanza di sgombero. Un esempio di come un percorso di integrazione e collaborazione tra istituzioni e comunità possa generare risultati positivi.
Il sindaco Gualtieri ha evidenziato l’importanza del metodo adottato, che prevede un’uscita volontaria e pianificata per tutti gli abitanti del campo. Sottolineando il coinvolgimento dell’amministrazione comunale e del settore terzo, il sindaco ha affermato che è stato possibile ricollocare 33 nuclei familiari, per un totale di 145 persone. La gestione dell’operazione si è basata sull’utilizzo dei fondi europei, garantendo che le persone potessero affrontare il passaggio verso nuove sistemazioni abitative senza trovarsi in una situazione di emergenza.
Per coloro che erano già in graduatoria per case popolari, l’amministrazione ha assicurato un compito di regolarizzazione, senza forzature o favoritismi. Gli altri nuclei familiari hanno beneficiato di percorsi di integrazione personalizzati, con particolare attenzione a quelle famiglie considerate più fragili. Queste misure si sono rivelate fondamentali per garantire una transizione fluida e dignitosa, evitando situazioni problematiche o conflittuali tra i residenti e le autorità.
Un aspetto cruciale, evidenziato dal sindaco, è che tutti i bambini residenti nel campo sono stati reintegrati nelle scuole più vicine alle loro nuove abitazioni. Questo non solo garantisce una continuità educativa, ma contribuisce anche a favorire relazioni sociali e integrazione all’interno della comunità. L’istruzione diventa così un elemento centrale per il futuro di questi giovani, che possono crescere in un ambiente sano e stimolante.
Dopo la chiusura del campo, è prevista una radicale trasformazione dell’area. Grazie ai finanziamenti europei, il comune di Roma si impegnerà a convertire il terreno in un bosco urbano, piantando 145 nuovi alberi e creando un collegamento con il parco di Santa Maria della Pietà. Questa iniziativa non solo mira a riqualificare un’area degradata, ma anche a migliorare la qualità della vita dei residenti della zona, offrendo nuove opportunità di svago e contatto con la natura.
Prima della riqualificazione, ci sarà un intervento di pulizia approfondita del terreno, considerando che durante la gestione del campo erano presenti alti livelli di degrado e accumuli di rifiuti. Il sindaco ha sottolineato l’importanza di affrontare questo aspetto critico, promuovendo non solo il decoro urbano, ma anche la creazione di un ambiente sano per i cittadini. In questo progetto saranno coinvolti operatori di Ama, la società di gestione dei rifiuti di Roma, per garantire un intervento efficace e tempestivo.
Il sindaco Gualtieri ha stabilito l’obiettivo di completare il progetto entro il 2026, in conformità con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza . Questo è un passo importante verso una Roma più sostenibile, inclusiva e rispettosa dei diritti di tutti. La chiusura del campo di via Cesare Lombroso rappresenta un cambiamento significativo nel percorso di integrazione sociale e nella lotta contro il degrado urbano.
Il sindaco ha concluso il suo intervento affermando che questo metodo di lavoro rappresenta una strategia efficiente per affrontare il tema dei campi rom, superando l’approccio tradizionale basato sulla demolizione secca. La chiusura del campo di via Cesare Lombroso dimostra che è possibile adottare un percorso di integrazione che consideri i diritti e la dignità delle persone coinvolte. Questo modello potrebbe essere un esempio significativo per altre città e regioni che affrontano problematiche simili.
Con questa iniziativa, Roma si inserisce in un contesto europeo che promuove politiche di inclusione e integrazione, mettendo al centro il rispetto per i diritti umani e la dignità di ogni individuo. L’obiettivo è non solo quello di chiudere i campi esistenti, ma anche di evitare la nascita di nuove situazioni di emarginazione, cercando soluzioni a lungo termine e stabili.
La chiusura del campo rom di via Cesare Lombroso si propone quindi come un segnale di speranza e rinnovamento per la capitale, invitando tutti a partecipare attivamente a un processo di cambiamento che può davvero migliorare la vita delle persone e la qualità dell’ambiente urbano.
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