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Roma, nubifragio devasta autofficina al Quadraro: “Siamo in ginocchio, serve aiuto immediato”

Un violento nubifragio ha colpito Roma nella notte tra l’8 e il 9 settembre, causando ingenti danni a diverse attività nella Capitale. Tra queste, un’autofficina di via Vestricio Spurinna, nel quartiere Quadraro, ha subito gravi conseguenze che mettono a rischio la sua sopravvivenza. Il titolare, Cristiano D’Amico, racconta un’odissea iniziata nei mesi precedenti, scaturita da continui allagamenti che hanno messo in ginocchio la sua attività. Questo articolo esplora la situazione critica vissuta da D’Amico e il contesto allagamenti che affligge diverse zone di Roma.

La denuncia di un imprenditore in difficoltà

La testimonianza di Cristiano D’Amico è emblematica di un problema che affligge non solo il suo lavoro, ma anche le vite delle persone che da esso dipendono. “Non apro da una settimana, qui dentro è tutto distrutto”, afferma D’Amico, chiarendo quanto la situazione sia diventata insostenibile. Gli allagamenti, iniziati ad agosto, sono una costante preoccupazione. “Mai in 30 anni di attività – spiega – mi è successo di ritrovarmi l’autofficina allagata. Ora invece succede ogni volta che piove.” Questo stato di emergenza ha portato alla chiusura forzata dell’attività, bloccando i guadagni e causando perdite economiche ingenti.

D’Amico racconta di come l’acqua salga dalle fognature e invada la sua officina, danneggiando attrezzature e strutture. “Dopo quello di agosto, martedì scorso, il 3, c’è stato un nuovo allagamento che mi ha costretto a chiudere l’attività e, da quel momento, non ho riaperto.” L’intervento degli operatori di ACEA, presenti sul posto per aspirare l’acqua, risulta insufficiente. “Finché non si individua la causa che provoca l’allagamento – aggiunge – è inutile, continuerà a succedere.” La situazione sta diventando insostenibile per D’Amico e per le cinque famiglie che vivono grazie al suo lavoro.

Collegamenti tra allagamenti e voragine in via Menas

La preoccupazione di D’Amico si estende anche a possibili collegamenti tra gli allagamenti che destabilizzano la sua attività e i lavori della maxi voragine che si è aperta lo scorso marzo in via Menas. L’argomento è di particolare rilevanza poiché il ripristino della fognatura della zona è fondamentale per scongiurare ulteriori problemi alle attività commerciali circostanti. “Fattostà che con questa officina vivono cinque famiglie – spiega D’Amico – e ora siamo in ginocchio, non possiamo lavorare e abbiamo riportato dei danni notevoli.”

L’assenza di conferme ufficiali rende la situazione ancora più complessa. D’Amico invita le istituzioni a prendere coscienza della gravità della situazione. La sua è una richiesta d’aiuto che spera possa venire ascoltata. Le attività commerciali non sono solo luoghi di lavoro, ma anche centri vitali per le comunità locali. Senza un intervento adeguato, la continuità di queste imprese e il benessere delle famiglie che ne dipendono sono a rischio concreto.

L’impatto sugli abitanti del quartiere

Il problema degli allagamenti non riguarda soltanto l’autofficina di D’Amico, ma riflette una crisi più ampia che colpisce il quartiere Quadraro e, in generale, diverse aree di Roma. Le piogge torrenziali stanno portando a situazioni di emergenza in cui molte strutture commerciali e residenziali non sono in grado di far fronte. Persone e famiglie si trovano ad affrontare non solo danni materiali, ma anche l’incertezza economica che tali eventi comportano.

Gli allagamenti continui richiedono un’attenzione immediata da parte delle autorità locali, poiché i cittadini meritano di vivere e lavorare in un ambiente sicuro e privo di pericoli. Le esperienze di D’Amico devono fungere da campanello d’allarme. La rete fognaria e la gestione della pioggia devono essere riviste e modernizzate per affrontare le sfide climatiche contemporanee, onde evitare che episodi simili possano ripetersi in futuro.

La voce della comunità locale deve essere ascoltata, e l’impegno delle istituzioni deve tradursi in azioni concrete per garantire il recupero e la ripresa di attività vitali come quella di D’Amico e per porre fine al ciclo di allagamenti che distrugge il tessuto economico e sociale di questo quartiere storico di Roma.

Redazione

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