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San Candido: sparatoria tragica dopo irruzione del Gis, un uomo si spara dopo due omicidi

Nella tranquilla cornice di San Candido, in provincia di Bolzano, si è consumata una drammatica vicenda che ha scosso la comunità. Ewald Kühbacher, un uomo di 50 anni, è coinvolto in una tragica serie di eventi culminata nel suo tentativo di fuga e nel successivo gesto estremo. A seguito dell’irruzione del Gruppo di intervento speciale dei carabinieri, le autorità hanno scoperto il cadavere di Hermann Kühbacher, padre di Ewald, deceduto nel suo appartamento. A questo si aggiunge l’omicidio di Waltraud Jud, una vicina che ha cercato di intervenire. Il tutto ha portato a una massiccia operazione di sicurezza da parte delle forze dell’ordine.

L’irruzione del Gis e il drammatico epilogo

Le prime ore dell’operazione

Nella mattinata di oggi, le forze dell’ordine hanno avviato una vasta operazione di ricerca per arrestare Ewald Kühbacher. La situazione si è rapidamente intensificata quando il Gruppo di intervento speciale dei carabinieri ha effettuato un’irruzione nell’appartamento di Kühbacher situato in via San Corbiniano. Le forze speciali hanno adottato misure straordinarie, posizionando mini cariche esplosive alla porta d’ingresso per garantire un accesso sicuro e tempestivo all’immobile, bloccato dall’uomo.

Al momento dell’irruzione, Ewald ha aperto il fuoco contro gli agenti, mostrando un comportamento estremamente pericoloso. Le forze dell’ordine hanno reagito con la massima cautela, allo scopo di evitare ulteriori escalation di violenza. Dopo aver riscontrato una gravissima situazione al suo interno, gli agenti hanno dovuto agire con urgenza.

Il gesto estremo di Kylbacher

Una volta che il Gis è riuscito ad entrare nell’abitazione, Ewald si era già rifugiato in un’altra casa. Qui, in un atto disperato, si è ferito gravemente alla gola con un’arma da fuoco. Attualmente, è in condizioni critiche. Le indagini condotte dai carabinieri hanno già avviato approfondimenti, incluso un esame balistico per identificare l’arma utilizzata. Si sta valutando l’ipotesi che l’arma possa appartenere al padre di Ewald, Hermann Kühbacher, che, secondo fonti, era un guardiacaccia in pensione.

Due vittime innocenti e le conseguenze per la comunità

La tragica morte di Hermann Kühbacher

Il ritrovamento del corpo di Hermann Kühbacher rappresenta un tragico epilogo per una vicenda già drammatica. L’anziano, che aveva perso la moglie nel 2019, è stato trovato senza vita all’interno dell’appartamento. Le circostanze della sua morte pongono interrogativi e sottolineano una situazione familiare complessa, che ha visto una fase difficile con la perdita della moglie e probabilmente il deterioramento delle relazioni tra padre e figlio.

L’assassinio di Waltraud Jud

La seconda vittima, Waltraud Jud, è stata colpita sulle scale dell’edificio nel momento in cui ha cercato di intervenire, verosimilmente allarmata dai rumori provenienti dall’appartamento. La sua reazione è stata quella di mostrare coraggio, ma purtroppo ciò le è costato la vita. La comunità di San Candido è in stato di shock e l’evento ha portato a una riflessione profonda su temi di sicurezza e della fragilità della vita umana.

La reazione delle autorità e la sicurezza pubblica

Operazioni concluse e messaggio alla popolazione

Con il termine delle operazioni del Gis e delle forze dell’ordine, la Protezione civile dell’Alto Adige ha confermato che non c’è più alcun pericolo per la popolazione. In un avviso diramato nel corso della mattinata, hanno rassicurato i residenti di San Candido, sottolineando che l’operazione è stata conclusa e la sicurezza dell’intera area è stata ripristinata.

Le autorità locali rimangono vigili in un contesto che ha risvegliato preoccupazioni sulla sicurezza nella comunità. Tuttavia, ora ci si interroga sulle dinamiche che hanno portato a questa drammatica serie di eventi, alimentando il dibattito su come affrontare tali situazioni in futuro. La comunità di San Candido, purtroppo scossa da un evento tragico, dovrà confrontarsi con le conseguenze e i sentimenti di vulnerabilità e sconforto derivanti da questa violenza.

Giordana Bellante

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