Scagni risvegliato dal coma: colpito dai compagni di cella - avvisatore.it
Alberto Scagni, il detenuto condannato per l’omicidio della sorella Alice a Genova, è finalmente uscito dal coma farmacologico. Il 42enne, massacrato di botte dai suoi compagni di cella nel carcere di Valle Armea a Sanremo, è stato sottoposto a una “finestra neurologica”, una pausa nella sedazione per valutare il suo stato neurologico. Secondo il primario di Rianimazione di Asl 1, Scagni ha risposto a ordini semplici, ma non è ancora pronto per essere estubato.
Oggi, Alberto Scagni è stato sottoposto a un’ecografia dell’addome, che ha dato esito normale. Dopo l’aggressione, il detenuto è stato operato due volte al viso per una frattura multipla del naso e una alla laringe. Nonostante il progresso nel suo stato di coscienza, Scagni rimane sotto osservazione medica e non è ancora in grado di respirare autonomamente.
La notizia del risveglio di Alberto Scagni dal coma farmacologico è un segnale positivo per la sua lenta ripresa. Tuttavia, il detenuto dovrà ancora affrontare un lungo percorso di riabilitazione per recuperare completamente le sue funzioni motorie e cognitive. La sua storia ha suscitato grande interesse e preoccupazione nell’opinione pubblica, che si interroga sulle condizioni delle carceri italiane e sulla sicurezza dei detenuti. La vicenda di Scagni mette in luce la necessità di migliorare le misure di sicurezza all’interno delle strutture penitenziarie e di garantire la protezione dei detenuti.
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