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Sopravvivente dell’attentato mafioso: Antonio Vullo ricorda il tragico 19 luglio 1992 a Palermo.

Antonio Vullo è l’unico sopravvissuto all’attentato mafioso che ha sconvolto Palermo il 19 luglio 1992, esattamente 32 anni fa. In quell’evento drammatico sono stati uccisi il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’eredità di quel giorno oscuro continua ad influenzare profondamente la vita di Vullo e di coloro che hanno vissuto da vicino quell’orrore.

LA MEMORIA CHE NON SVANISCE

La tragedia di via D’Amelio è un ricordo indelebile per Antonio Vullo. Dopo 32 anni, il dolore e la mancanza di risposte concrete continuano ad affliggere coloro che sono stati coinvolti in quel tragico evento. Il vuoto lasciato dalle vittime e il peso della verità ancora celata gettano un’ombra persistente su Palermo e su chi ha vissuto quel momento di terrore.

LA RICERCA COSTANTE DELLA VERITÀ

Nonostante il passare degli anni, la ricerca della verità rimane un obiettivo irrinunciabile per Antonio Vullo e per coloro che desiderano giustizia per le vittime dell’attentato di via D’Amelio. L’assenza di chiarezza e la presenza di ombre nel contesto delle istituzioni alimentano la determinazione di scoprire la verità nascosta dietro quei tragici eventi.

L’IMPATTO DELL’ATTENTATO SULLA SOCIETÀ

L’attentato del 19 luglio 1992 ha lasciato un’impronta indelebile sulla società palermitana e sull’intero Paese. Le conseguenze di quell’evento continuano a riverberarsi nel tessuto sociale, alimentando una lotta costante contro la criminalità organizzata e un’appassionata ricerca di verità e giustizia.

COMMEMORAZIONE E RIFLESSIONE

Ogni commemorazione dell’attentato di via D’Amelio porta con sé momenti di riflessione profonda e di connessione con il passato. Per Antonio Vullo, partecipare a questi eventi significa onorare la memoria delle vittime e rinnovare l’impegno nella ricerca della verità e della giustizia. Le commemorazioni rappresentano un’occasione per tenere viva la memoria di coloro che hanno perso la vita in quella tragica giornata.

Luisa Pizzardi

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