Ultimo aggiornamento il 6 Settembre 2024 by Giordana Bellante
Regina Coeli, uno dei più importanti istituti penitenziari di Roma, sta affrontando un’emergenza di sovraffollamento che grava sul benessere dei detenuti e sulla gestione della struttura. Con una popolazione carceraria di 1.157 detenuti e un tasso di affollamento che raggiunge il 185% rispetto ai posti disponibili, la realtà penitenziaria si fa sempre più difficile. I dati, forniti dal Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria al 31 agosto 2024, sono stati sottolineati dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, al termine di una visita di controllo all’interno della Casa circondariale.
Incontro con la direzione e discussione sulle criticità
La visita di Stefano Anastasìa
Durante la sua visita, Stefano Anastasìa ha avuto l’opportunità di incontrare la direttrice dell’istituto, Claudia Clementi. L’incontro ha portato alla luce le problematiche urgenti che affliggono Regina Coeli, in primis il grave sovraffollamento che compromette la dignità e la salute dei detenuti. La direttrice ha descritto la situazione attuale e le difficoltà quotidiane nel gestire un numero così elevato di persone all’interno di spazi già limitati.
Confronto con il comandante Francesco Salemi
Un secondo incontro, questa volta con il comandante dell’istituto, Francesco Salemi, ha avuto luogo per discutere anche degli episodi di protesta che si sono verificati negli ultimi mesi. Tali manifestazioni sono state in gran parte una risposta alle carenze di personale della polizia penitenziaria, che rende difficile garantire la sicurezza e la gestione corretta all’interno della struttura. Le relazioni tra il personale e i detenuti sono stati oggetto di discussione, evidenziando la necessità di un intervento rapido per ripristinare la calma e la sicurezza all’interno del carcere.
Visite alle sezioni e le condizioni dei detenuti
La prima e la terza sezione
Durante il sopralluogo, Anastasìa ha visitato la prima e la terza sezione del carcere, dove ha potuto riscontrare di persona le condizioni di vita dei detenuti. Nella prima sezione, le evidenti tracce di danneggiamento e le carenze preesistenti sono emerse chiaramente; i problemi strutturali sono diventati un ulteriore motivo di preoccupazione per la sicurezza e il benessere dei detenuti.
Nella terza sezione, le condizioni erano altrettanto allarmanti: molte stanze di pernottamento erano sprovviste di tavoli e sedie, costringendo i detenuti a mangiare in piedi o a trovare soluzioni improvvisate per consumare i pasti. Queste situazioni non solo riducono la qualità della vita all’interno del carcere, ma contribuiscono anche a un clima di disagio e insoddisfazione tra i detenuti.
Dialogo con i detenuti
In un momento di ascolto diretto, Anastasìa ha avuto l’opportunità di incontrare diversi detenuti, raccogliendo le loro richieste e suggerimenti. Questo scambio è stato significativo per comprendere meglio le reali condizioni vissute all’interno di Regina Coeli e le necessità che devono essere affrontate con urgenza. Le testimonianze dei detenuti evidenziano un bisogno di maggiore attenzione da parte delle istituzioni, un segno tangibile di speranza e desiderio di miglioramento.
Aspettative per un futuro migliore
Richiesta di attenzione da parte delle istituzioni
Il Garante ha sottolineato che il mondo del carcere ha bisogno di un’adeguata attenzione dal Parlamento e dal Governo. Si è fatto portavoce di una richiesta forte e chiara durante un incontro tenutosi con la Conferenza dei garanti territoriali il 7 agosto, dove il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, aveva promesso interventi futuri, dopo il fallimentare decreto denominato “carcere sicuro”. Le aspettative di Anastasìa sono alte, e a gran voce ha fatto sapere che non si può tollerare ulteriormente la situazione attuale.
La salute mentale e fisica dei detenuti, la gestione del personale penitenziario e le condizioni delle strutture devono diventare una priorità per il Governo. La comunità è ormai in attesa di risposte concrete e di piani d’azione che risolvano le problematiche storiche accumulate negli anni.
Ad oggi, il futuro di Regina Coeli è incerto, ma l’attenzione e la mobilitazione intorno a questo tema sono destinate a crescere, con l’obiettivo di garantire diritti e dignità anche all’interno del sistema penitenziario.