Temperature elevate a Roma: l’ufficio di stato civile al Laurentino soffoca il personale e i cittadini - Occhioche.it
Le elevate temperature che si registrano a Roma stanno creando disagi significativi all’ufficio di stato civile situato al Laurentino, nel Casale della Massima. I dipendenti e i cittadini che si recano in loco per pratiche amministrative, come matrimoni o richiesta di certificati, si trovano a fronteggiare un ambiente di lavoro e di attesa insopportabile. Le denunce dei sindacati e delle autorità municipali pongono l’accento sulle inefficienze del sistema di climatizzazione, rendendo necessaria un’analisi approfondita della situazione.
Il Sindacato Generale di Base ha lanciato un appello all’amministrazione comunale, evidenziando le difficoltà in cui operano quotidianamente i dipendenti dell’ufficio di stato civile. Carla Canale, consigliera del IX municipio, ha dichiarato che i raffrescatori attualmente in uso non sono progettati per ambienti chiusi e risultano inefficaci per il contesto in cui vengono utilizzati. La consigliera ha sottolineato che gli evaporatori, destinati a spazi aperti come capannoni, non riescono a creare un ambiente confortevole per il personale e gli utenti, costretti a sopportare temperature eccessive.
I rapporti inviati dal sindacato al Comune il 24 luglio hanno evidenziato come i sistemi di raffreddamento possano abbattere la temperatura di massimo cinque gradi rispetto all’esterno. Dati recenti mostrano che, durante le ondate di calore con picchi di 38-40 gradi, gli spazi interni raggiungevano comunque i 33-35 gradi. Non sorprende quindi che un episodio di malore di una signora anziana e la ricerca di acqua da parte di un giovane abbiano messo in evidenza l’insostenibilità delle condizioni di lavoro e di attesa.
In risposta alla situazione, la consigliera Canale ha presentato un’interrogazione per investigare le ragioni alla base della scelta degli evaporatori utilizzati. La questione è ulteriormente complicata dalla specificità dell’edificio storico, una condizione che impedisce l’installazione di impianti di condizionamento tradizionali. In un’intervista, la presidente Di Salvo ha spiegato che la storicità del Casale della Massima presenta limitazioni nella modifica degli impianti.
Tuttavia, i disagi continuano a sollevare interrogativi tra i cittadini. La mancanza di una soluzione immediata ha suscitato critiche nei confronti dell’amministrazione comunale, e la necessità di una risposta efficace diventa sempre più urgente. La discussione sui metodi adottati per garantire un ambiente di lavoro salubre è ora sotto l’attenzione della Corte dei Conti, con la speranza di arrivare a soluzioni più adatte alle necessità dei residenti e dei lavoratori.
Il 2 agosto, un nuovo ordine di servizio è stato emesso per fronteggiare l’emergenza calore. In base a quanto comunicato, i dipendenti dell’ufficio di stato civile che devono affrontare lunghe giornate di lavoro non torneranno al Casale della Massima dopo la pausa pranzo, ma saranno trasferiti temporaneamente negli uffici anagrafici di via Ignazio Silone. Questa misura è stata adottata come soluzione provvisoria per garantire un ambiente più sopportabile, poiché prima di determinate ore il sistema di raffreddamento riesce a mantenere temperature accettabili.
Rispondendo al rilascio del provvedimento, Di Salvo ha commentato che la gestione delle emergenze richiede tempo e pianificazione. La speranza è ora che questo approccio possa alleviare almeno in parte i disagi fino a quando non verrà attuato un intervento più definitivo per migliorare le condizioni degli spazi di lavoro e di attesa nel Casale della Massima.
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