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Tomaso Trussardi racconta come il padre Nicola ha subito discriminazione nel mondo della moda

La storia della famiglia Trussardi si intreccia con il mondo della moda, un settore spesso caratterizzato da luci e ombre. Nel contesto di un’intervista rilasciata al podcast di Giacomo Freddi, Tomaso Trussardi ha condiviso esperienze inedite sulla figura di suo padre, Nicola Trussardi, evidenziando le discriminazioni subite per ragioni legate alla sua identità e alla sua provenienza. Queste rivelazioni pongono l’accento su un aspetto meno noto della moda: le dinamiche di accettazione e esclusione che combattono anche i grandi nomi.

Le origini di Nicola Trussardi e il suo impatto nel settore della moda

La figura di un innovatore

Nicola Trussardi è noto principalmente per aver creato uno dei marchi di pelletteria più riconoscibili a livello internazionale. La sua carriera nel mondo della moda ha avuto inizio negli anni ’70, periodo in cui la scena era dominata da stilisti che, come ricordato da Tomaso, erano perlopiù omosessuali. Secondo il racconto di Tomaso, la provenienza bergamasca del padre ha contribuito a creare un’immagine di “diversità” e un certo pregiudizio nell’ambiente.

Le sfide della discriminazione

Tomaso ha denunciato che Nicola veniva spesso emarginato, escludendolo da eventi di grande rilievo e facendolo sentire un outsider. “Lo trattavano come un diverso”, ha spiegato Tomaso, approfondendo le problematiche legate alla sua situazione. L’assenza di Nicola dai grandi palcoscenici della moda, come le sfilate di moda più prestigiose, non era solo una questione di preferenze stilistiche, ma una vera e propria esclusione a causa della sua eterosessualità, che incideva negativamente sulle opportunità professionali.

La reazione di Nicola e la sua risposta alla discriminazione

Un’approccio innovativo

Di fronte a tale discriminazione, Nicola Trussardi ha trovato la forza per ribellarsi alle consuete dinamiche del settore. Decidendo di non farsi fermare dalle barriere imposte dal gruppo, il suo approccio alternativo prevede di ignorare gli eventi ufficiali e di organizzare le proprie sfilate. “Visto che non lo accettavano alle fiere, lui disse: sfilo fuori. Adesso chi sfila in fiera? Nessuno,” ha affermato Tomaso, sottolineando pioniere di un’idea che oggi è diventata una prassi nel mondo della moda.

Creazione di un lifestyle

Nicola comprese che il suo percorso non doveva limitarsi semplicemente alla creazione di capi d’abbigliamento, ma piuttosto all’affermazione di un lifestyle che potesse catturare l’immaginario collettivo. Questo approccio ha posizionato il marchio Trussardi su un livello che va oltre il semplice fashion, diventando un simbolo di eleganza e innovazione.

Tomaso Trussardi e l’eredità del padre

Un legame duraturo con il passato

Tomaso Trussardi, sebbene spesso etichettato come “figlio di papà”, ha manifestato chiaramente il suo disappunto riguardo a tale definizione. “Mi fa ridere, io che il padre l’ho perso quando avevo solo 15 anni,” ha commentato, evidenziando l’incomprensibilità di tale percezione. La sua intenzione è quella di mantenerne viva la memoria e portare avanti i valori che Nicola ha incarnato.

L’ambizione di continuare l’opera

Oggi, Tomaso Trussardi è impegnato a consolidare l’eredità del padre, combinando le sue intuizioni con l’evoluzione contemporanea della moda. La sua missione è quella di continuare a espandere il marchio, tenendo sempre presente la visione originale che un giorno lo ha reso famoso. La sua testimonianza costituisce un importante richiamo alle lotte e alle conquiste nel mondo della moda, che rimangono tuttora di grande rilevanza.

Luisa Pizzardi

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