Tajani difende Zelensky e l'Ucraina, rispondendo a Trump nel 2025: "Le sue parole non ci rappresentano"
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha recentemente rilasciato dichiarazioni significative riguardo alla crescente tensione tra Stati Uniti e Ucraina. In un’intervista a Radio 24, Tajani ha sottolineato l’importanza di mantenere la calma e di evitare polemiche in un momento delicato per la geopolitica europea.
Il 20 febbraio 2025, Tajani ha commentato le recenti affermazioni del presidente americano Donald Trump, il quale ha definito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky come un “comico mediocre e dittatore mai eletto”. Queste parole, secondo Tajani, evidenziano una frattura nei rapporti tra Trump e Zelensky, ma non devono influenzare la stabilità dell’Europa. Il ministro ha affermato: “Le parole della nuova amministrazione Usa sono sempre forti, e questo è un scontro verbale che non tocca l’Europa”. La priorità, ha aggiunto, è garantire una pace giusta e duratura.
Tajani ha insistito sulla necessità di mantenere l’unità europea, affermando che “dobbiamo tenere i nervi saldi” e che le schermaglie verbali non devono distogliere l’attenzione dagli obiettivi comuni. La sua posizione è chiara: l’Europa deve restare unita e concentrata sulla ricerca della pace, piuttosto che farsi coinvolgere in conflitti verbali tra leader stranieri.
Il ministro degli Esteri ha anche discusso il ruolo dell’Europa nel contesto della crisi ucraina, sottolineando che la legittimità di Zelensky come presidente non è in discussione. “E’ stato eletto e sempre sostenuto dagli americani”, ha dichiarato Tajani, evidenziando il supporto ricevuto dall’amministrazione Trump. Tuttavia, ha espresso preoccupazione per le parole dure di Trump, suggerendo che potrebbero derivare da una reazione negativa alla posizione di Zelensky durante un incontro tra americani e russi in Arabia Saudita.
Tajani ha ribadito l’importanza di un’azione coordinata tra Unione Europea e Stati Uniti per garantire la sicurezza dell’Ucraina e dell’intero continente europeo. Ha sottolineato che l’Italia deve fare di più in termini di difesa, proponendo l’idea di una difesa europea e di eurobond dedicati a questo scopo. “Dobbiamo arrivare al 2% del PIL per la difesa”, ha affermato, evidenziando la necessità di scorporare le spese per la difesa dal patto di stabilità.
In merito alla questione delle sanzioni contro la Russia, Tajani ha dichiarato di non credere che la situazione stia volgendo a favore di Vladimir Putin. Ha sottolineato che le sanzioni rimarranno in vigore e saranno mantenute con fermezza, nella speranza di una pace duratura. “Siamo in un momento complicato, ma l’Europa ha imposto sanzioni alla Russia e non ci può essere una trattativa senza considerare questo aspetto”, ha affermato.
Il ministro ha concluso il suo intervento esprimendo la necessità di un approccio pragmatico e sostanziale per affrontare la crisi, evidenziando che l’unità europea e la collaborazione con gli Stati Uniti sono fondamentali per garantire la sicurezza e la stabilità nella regione.
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